La solitudine emozionale dei cacciatori

[A tu per tu] 13 luglio 2016 | Cacciare è come conquistare una bella donna, il momento dell’attesa ripaga ogni sforzo. Eppure secondo Erminia Mancuso non è così facile trovare una persona in grado di condividere queste nostre emozioni.

Passammo notti al telefono a raccontarci le nostre giornate a caccia, lui è sempre stato un “accostatore” di ungulati senza pari.. Riuscire ad essere così vicino ad un cinghiale piuttosto che ad un cervo, così vicino da poter allungare la mano e sfiorarlo, sì, “Lui” era in grado di farlo. Come pure di richiamare i cervi al bramito.

Forse siamo cacciatori più di emozioni che di trofei, quelli li abbiamo già fatti, tutti li possono vedere ma, nessuno potrà provare le nostre emozioni, emozioni difficilmente condivisibili con le persone che con noi dovrebbero condividere la vita. I nostri occhi si riempiono di bellezza, le nostre narici si riempiono di intensi profumi, i nostri sensi vibranti sono protesi nel più atavico degli istinti umani: la predazione. Siamo al pari del grande felino che attende su di un ramo l’avvicinarsi della sua preda.

Arrivare nel luogo di caccia, già solo il crescendo delle nostre aspettative fa salire l’adrenalina, passare la fame, la sete, la stanchezza tanto da ritornare a guardare tutto come se fosse la prima volta. Cosa dire di come sceglieremo il punto in cui appostarci, di come cerchiamo di trovare il punto più vocato all’appostamento, individuato lo creiamo al pari di un nido d’uccello… tutto cercando di produrre meno rumore possibile, cercando di mitigare l’accelerazione del battito cardiaco prodotto dalle nostre stesse sensazioni.

Fatto dunque il nido, dopo avere organizzato la postazione di tiro si attende, si attende come al primo appuntamento ma, con la consapevolezza della maturità, sapendo che il momento più bello è l’attesa, sono quei momenti che fanno crescere il desiderio sino quasi a divenire una frenesia, tenere a bada la frenesia, avere mano ferma, controllare le proprie emozioni per la preparazione al tiro…

Non vorrei essere fraintesa ma sono convinta che questi momenti dell’attesa siano paragonabili ad una fregola, sono momenti che se vissuti in compagnia della persona giusta sarebbero di estrema intesa e complicità… Eppure è così difficile trovare una tale sintonia emozionale, ciò crea inevitabilmente una distanza con la persona che si ha vicino, questa distanza diviene spesso  un baratro in cui la propria vita sentimentale viene inghiottita, e si è soli, purtroppo troppe volte si è “soli in compagnia”.

        Erminia Mancuso

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  • Complimenti Erminia!
    Più belle donne intelligenti nella caccia….. e meno professori “so tutto io” che non portano alcun dato alle proprie tesi!!!

    Giuliano

  • STUPENDA ERMINIA
    CHE GRAZIA NEL DESCRIVERE LA CACCIA!!!!!!

    LAPO