Ariégeois: origini e standard

Tre diversi gruppi: i cani “puro sangue”, il “Briquet puro” e il “Briquet”. Dalla maestria cinofila di Carayon-Latour nasce il moderno Ariégeois.

Dell’Ariegeois Elie de Vezins, appassionato cacciatore di lepri con i segugi , nel suo libro “I segugi francesi per l’inseguimento della Lepre nel Midi della Francia” sostiene che nel sud della Francia esistevano tre grandi gruppi per la caccia alla Lepre e li divide come segue: il grande cane puro sangue, il Biquet, il Briquet meticcio. Proprio del Briquet puro scrive quanto segue: “Il Briquet è un cane molto attivo, molto intelligente e si possono, spesso, annoverare degli esemplari formidabili. In generale è focoso ed appassionato oppure troppo incollato alla tracia e condizionato dal naso. E’ anche poco ordinato e troppo poco preciso nella seguita ed oltre ad avere una brutta voce non sa accostare bene, non ama le tracce fredde ed è molto indisciplinato”.
Dall’incrocio del Briquet con i cani del primo gruppo, cioè quelli di puro sangue, nacque il così detto cane dell’Ariège, conosciuto spesso con il soprannome di “cane tagliato”. Il fautore di questo incrocio, colui il quale è riconosciuto come il padre della razza moderna, è Carayon-Latour. Nel 1908, con la creazione del Club del cane dell’Ariège da parte di Gaston Phoebus è iniziata la vera e propria selezione della razza Ariégeois

Altezza:
– maschi da 55 a 60 cm
– femmine da 53 a 58 cm
Tronco: torace profondo, giungente vicino al gomito, meglio se al gomito, piuttosto leggermente racchiuso che largo o aperto. Coste lunghe e moderatamente cerchiate. Rene dritto e di media lunghezza e ben saldato. Ventre leggermente rientrante, piuttosto piatto.
Testa e muso: asciutta, allungata e leggera allo stesso tempo, priva di rughe e di giogaia. Muso abbastanza stretto. Cranio più stretto che largo, osso occipitale pronunciato e prominente. Canna nasale dritta o leggermente monotonina. Le labbra ricoprono appena la mascella inferiore.
Tartufo: di colore nero con narici ben aperte.
Denti: regolarmente allineati e completi nel numero e nello sviluppo.
Collo: leggero, piuttosto sottile, lungo, leggermente arcuato.
Orecchie: fini, soffici, accartocciate, con attaccatura bassa.
Occhi: scuri, ben aperti e non lasciano intravedere la congiuntiva.
Pelle: fine e soffice, non incollata al corpo.
Arti: ben in appiombo con avambraccio largo gli anteriori. Cosce un po’ piatte. Garretti né troppo dritti, né troppo piegati. Andatura media, ma soffice e facile. Piedi da lepre.
Muscolatura: molto asciutta ma dura.
Linea superiore: generalmente abbastanza sostenuta.
Coda: bene inserita. A forma di sciabola e portata gaiamente.
Pelo: fine e molto chiuso.
Colori ammessi: bianco e nero, talvolta macchiettato o blu, fuoco pallido alle guance e al di sopra degli occhi benché il rosso vivo non sia da escludere.
Difetti più ricorrenti: enognatismo, criptorchidismo, monorchidismo, misure fuori standard, dorso molle, coda troppo lunga o portata male, coda torta, depigmentazione del tartufo, movimento scorretto, mancanza di premolari, mascella deviata, appiombi non dritti, testa troppo rotonda, presenza di rughe, presenza di giogaia.

Redazione aCaccia.com

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