Dalla Lepre i migliori cani da Cinghiale

Cane da seguita per la Lepre, grande accostatore da cinghiali. E’ come se nascesse in una famiglia di letterati un genio della matematica, che meravigliosa fortuna”. Quante volte ebbi modo di sentire da mio padre e da mio nonno ripetere spesso questa frase. In Francia dopo la seconda guerra mondiale i cinghiali non erano abbondanti come nei secoli precedenti e si perse quindi l’interesse generale a questa forma di caccia in favore di volpi, lepri, cervi e caprioli. Poi con l’aumentare delle popolazione di cinghiali anche i cacciatori francesi rispolverarono i vecchi dibattiti su quale fosse il migliore cane per la seguita al Cinghiale. Quando la caccia al Cinghiale era molto praticata, dal 1600 in poi, i migliori cani per i cinghiali erano i cani da guardia dei paesi.

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Proprio così, avete letto bene. Cani da guardia, bastardi. Spesso legati ad una quercia che badavano a vacche e maiali, animali da cui stare particolarmente attenti per il pericolo di essere morsi o colpiti da un calcio. Ed a qualcuno potrà sembrare strano ma il principio dell’accostamento nacque proprio dalla diffidenza dei cani da guardia francesi ai grandi animali.

Cani che una volta privati della corda mordevano le zampe delle vacche e i fianchi delle scrofe, senza essere morsi o scalciati a loro volta. In seguito questi cani da guardia vennero incrociati con antichi cani a pelo lungo e forte, originando come descrive anche Pierre Mégnin, i capostipiti della antica razza denominata Chiens Gris de Saint Louis, cioè cani grigi di San Luigi. Cani estremamente vivaci, mordaci, sufficientemente aggressivi per i grossi verri negli ambienti più fitti, di incredibile iniziativa. Sempre più i cacciatori francesi comprendevano l’importanza della capacità di accostare il Cinghiale con mute numericamente non importanti, otto ma più spesso sei soggetti.

Il Cane grigio di San Luigi perse, ancora per cause misteriose, consenso tra i più illustri esponenti della caccia ai grossi cinghiali e via via scomparve dalle scene di caccia. Stava per vedere la luce una nuova razza, allora praticamente sconosciuta, il Briquet Griffon Vendéen che il conte Lecouteulex descriveva con “Dieci Griffons Vendéens riescono a fare il lavoro di trenta cani di una qualsiasi altra razza”.

Griffon Bleu de Gascogne

Durante la guerra i Griffons si sono lentamente estinti e quelli in circolazione non avevano minimamente le doti caratteristiche degli antichi cani. Fu solo grazie al sangue Gouraud incrociato con sangue Guillemet, Batiot, Sellier, Chatelain, che i vecchi Griffons Vendéens trovarono una nuova vita.

Ma perché cito il Griffons Vendéen e il Griffon Bleu de Gascogne e, in seconda battuta, il Basset Griffons Vendéeen, come i perfetti accostatori da cinghiali? Presto detto, è davvero semplicissimo: sono cani poco saggi e quindi con una sfrenata passione per i grossi cinghiali e un innato spirito di iniziativa. Sono i cani che senza dubbio si adattano con maggiore facilità a qualsiasi tipo di terreno di caccia che affronteranno sempre di slancio, risolvendo tempestivamente i falli, mantenendo una ottima capacità di abbaio a fermo, coniugando autonomia e grande efficienza con il minor sforzo, cioè con l’ausilio di pochissimi cani.

Qualcuno obbietterà che mi sto confendendo perchè queste sono caratteristiche più simili ad un ottimo cane da Lepre. Ma ricordatevi: “Cane da seguita per la Lepre, grande accostatore da cinghiali” !

Jean Francois Avesnes

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