Segugismo 2.0: la seguita ieri, oggi e domani

Quando arriva l’alba siamo qui pronti in attesa del segnale,loro se ne sono accorti subito che oggi e’ il giorno giusto l’hanno capito quando vestiti coi nostri giubbetti fluo siamo andati a prenderli nei recinti e caricati sulla jeep,sanno che finalmente oggi non si gioca piu’ che oltre alle corse estive stavolta si fa’ sul serio e frementi di passione ci hanno gia’ riempito di mille bave e intorcigliato coi guinzagli duecento volte; coi loro collari e i loro gps al collo continuano ad odorare gia’ il vento cercando di iniziare gia’ la loro avventura e intanto il sole viene su.

Finalmente dalla radio arriva il messaggio tutti a posto la danza puo’ cominciare ,nella mente mille speranze e qualche timore ,se ami i tuoi segugi e cacci il cinghiale ogni giornata corri il rischio di non portare tutti a casa soprattutto da noi qui in Liguria dove il bosco pulito e’ un miraggio e gli spinai e la macchia la fanno da padrone,ma loro sono nati per quello e gli occhi felici e impazienti parlano per loro. Oramai noi in squadra abbiamo la maggioranza di segugi maremmani con qualche francese Griffon Bleu e Ariegeois e ci si divide in due gruppi in quanto chiudendo ampi territori riusciamo a battere meglio il terreno quindi mandiamo gli Ariegeois da una parte perche’ lavorano meglio da soli e coi maremmani e il Griffon ci dirigiamo nella zona, di solito sciogliamo prima i piu’ vecchi e i giovani che hanno gia’ dimostrato di saper portare bene orma e di avere buona iniziativa senza lasciarsi trascinare via dai soliti mille caprioli ogni tanto qualche corsa la fanno ma al primo urlaccio si fermano e rientrano.

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I giorni prima della battuta andiamo sempre a vedere le tracce e a controllare le presenze in modo di sapere la mattina la zona da scegliere che puo’ rivelarsi piu’ promettente,quindi una volta trovate le passate piu’ fresche cominciano i giochi una volta sciolti su traccia buona comincia la poesia vera e propria l’accosto prima un abbaio ogni tanto poi sempre piu ‘ frequente a volte addirittura doppiato se la traccia e’ propria valida e di colpo eccoli abbaiano a fermo e li il tempo si ferma, se da una parte vorresti volare dove sono per difenderli nel caso abbiano trovato il solengo killer dall’altro lato sei rapito da quel suono che rimbomba sempre di piu’ man mano che i componenti della muta si danno man forte ,quando il griffone arriva il concerto e completo e la fatica la pazienza i km fatti il tempo speso per riuscire a farli diventare cosi viene ripagato.

Ora pero’ dobbiamo muoverci i ragazzi continuano ad insistere sintomo che sua maesta’ non vuole partire e di solito e’ un brutto segno perche’ nonostante tanti dei nostri ausiliari siano gia’ navigati qualche giovanotto si aggiunge sempre e il rischio che tenti l’assalto all’arma bianca c’e’, quindi gambe in spalla e pedalare nel piu’ breve tempo possibile siamo sui cani che fanno venire giu’ gli alberi col concerto attendiamo per vedere se il nostro arrivo fa’ decidere il selvatico a partire se non decide col nostro arrivo una bella botta a terra dovrebbe convincerlo, a volte l’egoismo vorrebbe portarci a fermarlo sui cani ma lo facciamo raramente di solito quando abbiamo cani giovani per fargli capire che abbaiando a fermo e comportandosi correttamente ottengono il risultato o nel caso di bestie particolarmente cattive che caricano i cani (una vecchia usanza era quella di fargli mordere ripetutamente il morto perche’ si diceva che si appassionano ma abbiamo notato invece che se mantengono un po’ di timore reverenziale imparano che e’ meglio evitare zanne e cariche).

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Finalmente il setolone parte e da quel momento si capisce il perche’ il segugio ha un fascino particolare voci che cambiano e si fondono i piu’ veloci davanti ad incalzare il selvatico i piu’ lenti indietro a martellare la traccia aiutando noi a capire il tragitto e i postaioli a capire che ora silenzio e attenzione sono vangelo e piu’ lunga e’ la fuga piu’ la soddisfazione aumenta sentire la macchia echeggiare di voci fine o profonde da’ quel senso alla caccia di passione pura viscerale poi un boato copre in parte la cantilena e quando senti la radio che dice e’ fermo lo immaginavamo gia’ sentendo i nostri ragazzi abbaiare sul morto. Con calma andiamo a recuperarli che si godano il frutto del loro lavoro e quando arriviamo li la soddisfazione nostra e loro si legge nei visi e nei musi magari sporchi di sangue. Vorremmo quasi accontentarci e’ andato tutto bene niente pericoli niente imprevisti ma gli occhi dei nostri fratelli non sono stanchi vogliono ancora correre e vogliono ancora scendere sul campo e chi siamo noi per impedirglielo due carezze un controllo ai sistemi di localizzazione ed e’ ancora macchia …

Non sono un maestro e cio’ che umilmente ho imparato l’ho acquisito sul campo penso che la caccia col segugio sia piena di mille sfaccettature di mille pieghe che forse neanche in una intera vita venatoria si riescono a capire anche perche’ ogni soggetto ha particolarita’ che lo rendono uniche, trovo sicuramente che solo una qualita’ sia comune a tutti i segugi il coraggio quel fuoco che rende questa razza unica nell’universo cinofilo e considero l’attivita’ venatoria praticata con esso una grande scuola e una grande sfida per ogni cacciatore che voglia vivere la caccia nel modo piu’ completo possibile. Non sara’ mai una storia semplice non sara’ quasi mai breve o poco faticosa ma se si riuscira’ ad ottenere qualche risultato ,qualche buon cane corretto e valido la nostra avventura venatoria sara’ sicuramente indimenticabile.

Manuel Murialdo

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