Ambiente e selvaggina, legame indissolubile

Leggo di desertiche e catastrofiche zone di caccia,specialmente quando si parla di apertura della stagione venatoria,come se per un brutto incantesimo, la migratoria che ama le italiche terre, decida di cambiare rotta per fare un dispetto a noi cacciatori, lasciando tutti con le pive nel sacco, non condivido granchè tali pessimistiche teorie applicate alla nostra grande passione … Penso poi alle mie letture di studi scientifici fatti ad esempio sulla quaglia selvatica che, in alcune zone ed in alcune annate pareva sparire, mentre  in altre pareva invadere le nostre terre, come la famosa manna dal cielo. Pensi a come gli studiosi francesi, si scervellavano sul suo strano decremento in Francia, ad inzio anni 90’, mentre poi scoprirono che le popolazioni,invece di migrare, si attardavano, sulle coste africane, poiche vi erano colture irrigue per la prima volta in zone aride, tipo meloni o erba medica che le quaglie amavano ergo, divenivano sedentarie, non più migratrici. Questo fu ben rilevato in un articolo dal nostro bravo studioso, Raniero Massoli Novelli  in quegli anni che, di fronte alla paventata diminuzione del croccolone, fece notare che nell’altipiano etiopico ve ne fossero milioni in inverno, quando si creava appunto l’habitat, per le grandi piogge … Di questo incredibile scolopacide, non più cacciabile da noi in Italia che conoscevo solo dai libri o dalle riviste di caccia, non posso non ricordare e menzionare la sua incredibile presenza nel mese di maggio, intorno alla mia città, Foggia. Solo perché, udite udite, si era rotto un tubo dell’acquedotto che allagò una parte incolta della periferia in attesa di nuove costruzioni, creando un ambiente incredibilmente favorevole alla sosta primaverile di gruppi di croccoloni cosa che, sicuramente non avveniva da decenni,in quella zona sicuramnte vocata per questi splendidi migratori, oro colato per i cani da ferma, tra i palazzi, sino alla metà di Maggio quando, tranquilamente ben rifocillati, ripartirono per le tundre nordiche per nidificare … Ancor più affascinante l’evento se pensi che in quel posto vi era una domus di caccia dell’Imperatore Federico II, ormai circondata da nuove abitazioni purtroppo.

Per la beccaccia poi,la distruzione delle mezzane o pratine intorno ai boschi sono quanto di più deleterio per la specie,in quanto sono quelli i luoghi di pastura notturna della regina, il dissodarle in nome di terre nude ed arate, sicuramente le sposterà in luoghi diversi … Ricordo quanto  mi diceva un vecchio beccacciaio … Ricorda, anche una sola quercia tagliata in un bosco, può mutare la sosta per le beccacce in quel settore … Come dargli torto se pensi a volte a tagli selvaggi dei nosstri boschi, oggi ancor di più, perchè vedi pinete mezze distrutte per procurarsi il pellet questo nuovo combustibile per stufe. L’ambiente per la sosta della migratoria, poi è fortemente condizionato in positivo dalle piogge che, creano la copertura erbosa necessaria, quel velo d’acqua per beccaccini ed anatre di superficie, la pastura tra i campi per le allodole in entrata, bacche fresche per tordi e merli, sempre però ove l’habitat sia quello naturale.

Ora che scrivo queste note siamo circa alla fine di ottobre e vi dirò poi in un altro mio contributo la incredibile storia delle quaglie da noi in Capitanata questa stagione con le dolenti note delle 20 quaglie annuali, con annessa segnatura del tesserino subito dopo l’abbattimento, legge che in Francia esiste già da decenni, per stimare la specie ma non certo con limitazioni impossibili di carniere per noi cacciatori … Come dire, ormai in materia di caccia si stravolge qualcosa di positivo, in nome di leggi sovranazionali che non esistono per politiche anti-caccia tese solo a racimolare quattro voti di gente che di selvaggina ed ambiente poco o niente conosce … Come dire fatevi solo un giro con il cane per vedere la selvaggina che frulla, in periodo di caccia, dopo uno stop di sette mesi e con carnieri giornalieri in altre nazioni superiori alla nostra quota annuale … Mai sia!

Antonio Dattoli

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