Coniglio e Cirneco dell’Etna, connubio indissolubile

Quando si parla di caccia in Sicilia si pensa al coniglio.Molti nel corso degli anni si sono avvicinati alla selvaggina migratoria,ma le origini stanno al coniglio come il figlio sta alla madre. I siciliani siamo tutti figli di una caccia ancestrale, quasi identificativa. Sin da piccolo calpestavo i campi, quelli difficili e taglienti, fatti da pietre laviche, la “sciara”, simili ad un paesaggio lunare, se non fosse per quella vegetazione bassa, tipicamente mediterranea alternata da colorate e profumate ginestre e pungenti rovi. In questi territori imparavo le abitudini di questo selvatico.

La caccia da adulto diventa realtà iniziando a praticarla con tenacia e soprattutto con ausiliari degni di nota e per questa caccia si distingue da “re” il cirneco dell’Etna. Un cane con una storia millenaria si dice che abbia origini egizie, scoperto però in epoca moderna da donna Agata Paternò Castello che nel 1939 volle che questa razza fosse riconosciuta. Mai ne ho posseduto uno, ma molte volte sono stato e vado ancora a caccia con amici che ne hanno mute intere. Ogni volta è un’esperienza nuova ed esaltante, vedere questo cane elegante nei suoi movimenti, incomprensibile ai tanti come possa muoversi tra quelle rocce taglienti con le sue piccole zampe, sembra volare. Un cane leggero e sinuoso, snello e muscoloso allo stesso tempo, orecchie erette pronte a percepire il minimo fruscio ed un olfatto straordinario che lo rende capace di seguire l’usta della sua preda sino ad arrivare nel suo giaciglio o nella sua tana.

Quando sganci la lunghina parte come un razzo iniziando a muoversi in tutte le direzioni, sembra quasi che lo faccia senza senso, ma invece lui è alla ricerca dell’usta. Un movimento frenetico sino a quando non percepisce la presenza del coniglio, in quell’istante inizia a muovere la coda e la sua andatura si fa sempre più veloce, emette suoni simili ad un abbaio e arrivato al coniglio lo punta pronto allo scatto, fermo statuario, con i muscoli tesi come corde di violino,poi ad un tratto si lancia sulla preda che inizia la sua corsa. Lo sparo è l’ultima cosa a cui pensi dopo aver visto cotanta bellezza ed intelligenza venatoria.

Antonino Simone

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