Passione beccaccia si, ma con elasticità

Più che uno dei nostri articoli tecnici sulla beccaccia, mi premeva scrivere due righe sul mio personale punto di vista su un argomento che in questi giorni sto notando in rete: ultimamente, di certo nel pieno del passo della beccaccia, a riguardo delle foto di carnieri di regine che un po’ tutti noi postiamo, specie su Facebook. Noto la difficoltà di alcuni bravi amministratori dei gruppi di caccia, di cui tutti facciamo parte che giustamente si trovano a dover intervenire quando, una di queste foto, irrita la suscettibilità di moti cacciatori, ad esempio quando la beccaccia si trova insieme a dei tordi e merli abbattuti … Partono subito i commenti più disparati, sul come può essere stata presa: “ah la maledetta usanza della posta dura a morire”, ben sappiamo vietata per legge in Italia, a cui tutti pensano, vedendo questa foto … Chi interviene molto spesso è il beccacciaio puro, cioè colui che svolge solo questa caccia con il cane per tutto il periodo consentito e che si contraddistingue per una considerazione “quasi umana” della Regina del bosco.

Consideriamo però che la Regina è specie cacciabile per tutti, non vi è una specializzazione legislativa in tal senso e potrebbe anche essere che mentre il cacciatore si recava al suo rientro serale o dopo lo spollo mattutino sempre ai non meno nobili tordi, il suo cane fermi o frulli una beccaccia ed il cacciatore miri e premendo il grilletto la incarnieri. Nulla di strano … subito dopo la cacciata, ricompone il carniere con la Regina in bella mostra e parte la foto … Come potrebbe purtroppo essere il contrario, la povera regina è morta come un comune merlo al rientro. Come possiamo noi cacciatori giudicare ciò: tutto rientra nell’etica e nella coscienza del cacciatore che vuole condividere il carniere con altri appassionati. Vi sono poi particolari condizioni e luoghi che ci consentirebbero di sparare ad un tordo ben in vista sui rami più alti di un tiglio piuttosto che ad un merlo, durante uno spostamento, tra le siepi selvatiche di uno stradello di campagna. Per poi trovarci in un settore propizio alla beccaccia con somma soddisfazione per noi e per i nostri cani da ferma.

Permettetemi allora di consigliare a tutti, di postare su Facebook foto ritraenti le beccacce si ma anche con i cani, stanchi e felici come il beccacciaio che ha vissuto la grande azione. Parallelamente non scateniamo polemiche inutili che comportano soltanto fratture fastidiose e controproducenti per il nostro bene comune. Sulle ultime polemiche avrà di sicuro influito il ricordo di quella orribile foto di una strage di beccacce, buttate su un carrello per cani e su un pianale di un fuoristrada. Di fatto siamo beccacciai, siamo cacciatori. Condividiamo la nostra passione comune in modo personale ma, di fronte a chi contesta il nostro modo di vivere il rapporto con l’ambiente, non poniamoci divisi ma uniti sotto un’unica grande passione: la beccaccia.

aC | Antonio Dattoli

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