Caccia al cinghiale: perchè scegliere il bassotto

Lungi da me il voler entrare nel merito di Girata e Braccata, questo vuole essere un pezzo di fruizione per i cino-cacciatori, esporrò diversi utilizzi del bassotto nel prelievo del cinghiale. Negli articoli precedenti partendo da “I Bassotti lo fanno meglio” percorro insieme a voi in viaggio all’interno di una razza polivalente, ausiliari versatili che sanno stupirci e regalarci molteplici soddisfazioni venatorie e non solo, con la loro empatia in grado di capire l’azione di caccia, riuscendo a sincronizzarsi con essa e con noi.

Analizziamo inizialmente dei dati oggettivi primo fra tutti l’effettiva “vista” del Cinghiale che è assai dissimile ed “inferiore” rispetto alla nostra di “umani” rispetto alla dimensione del bassotto, e nello sporco, dove la visuale è scarsa di suo, mette già al riparo dal divenire (il bassotto) un facile bersaglio per l’offensivo grifo del cinghiale. Questa è una prerogativa da non sottovalutare, se si analizza, dal punto di vista dell’ offensività rapportata alla localizzazione, si può asserire che lo sventramento degli ausiliari sia uno tra i più offensivi possibili funesti metodi di difesa del verro.

Tutti noi cacciatori di cinghiali abbiamo assistito al crudo spettacolo di  ausiliari lanciati in aria dalla furia del solengo ferito od arroccato in uno sporco da cui non voleva uscire. Per il Re del Bosco riuscire ad arrivare con le difese sotto all’addome del bassotto non è semplice come farlo con ausiliari con “più luce” sotto il ventre, quindi più visibile, più vulnerabile rapportando anche il tutto “alla fisica” che vede l’impatto sviluppare una maggiore forza d’urto in relazione al peso, quindi  un cane più pesante “riceverà” una trauma maggiore.

E questo è un qualcosa da tenere presente nell’utilizzo di un cane da cinghiale, in più il bassotto non è un “Kamikaze”: si rende conto delle dimensioni del suo antagonista e qui entra in gioco la sua origine “dachshund” in tedesco significa “cane da tassi” quindi agli albori venne selezionato un ausiliare riflessivo con un proverbiale “abbaio a fermo”  tale da indurre il tasso all’uscita dalla tana per “sfinimento”!

Gli aspetti oggettivi non sono finiti qua: il bassotto ha un raggruppamento (F.C.I.) che non lo fa rientrare nelle razze da tana come i Terriers (Gruppo 3 F.C.I.) perchè come i Segugi (Gruppo 6 F.C.I.) deve dare voce sulla passata e non a vista. E’ stato creato appositamente il Gruppo 4 Bassotti dato che questa razza ha come prerogativa quella di svolgere sia il lavoro del Terrier sia quello del Segugio.

Nei Prossimi articoli cercherò di esaminare con voi le differenti possibilità di utilizzo del bassotto nella caccia al cinghiale, diciamo che questo articolo è il presupposto per poter spiegare in in modo più esaustivo il lavoro di questo piccolo grande ausiliare.

aC | Erminia Mancuso

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Cinghiale

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com