Caudotomia: siamo alle solite

A seguito dell’approvazione della legge 201/10, il nostro paese ha ratificato la convenzione europea sulla  protezione degli animali da compagnia. Non sto a tediarvi sul lungo e travagliato iter di ratifica ed esecuzione di questa convenzione, fatto d’interventi con mezze verità e falsità ideologiche al limite della decenza intellettiva, sentite nelle aule parlamentari, solo per affermare a tutti i costi concetti animalisti estremistici, senza oggettività ed alcuna base scientifica, culturale e zootecnica.

I legislatori nel far passare il divieto di interventi chirurgici a scopo estetico sugli animali da compagnia, non solo non hanno messo la riserva all’art. 10 (tra l’altro ben menzionata a piè di pag. della convenzione), come hanno fatto molti altri paesi europei, ma non si sono nemmeno accorti (non hanno ascoltato tutte le campane) di aver vietato anche interventi che nulla hanno di estetico e che riguardano proprio la salvaguardia del benessere animale, evitando complicanze dolorose e difficilmente curabili.

Alcune razze da caccia che hanno come caratteristica un portamento di coda molto cadenzato, con un intenso dimenio orizzontale, sono state selezionate nei  secoli solo caudotomizzate proprio per salvaguardarle da brutte rotture e continue lesioni,  che portano, nella maggior parte dei casi, alla cancrena della parte terminale della coda.

Tuttavia la stessa norma prevede delle eccezioni in determinati casi solo “se un medico veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale“. Sulla base di questa eccezione la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, al fine di tutelare il lavoro dei medici veterinari, ha chiesto di “definire un ambito all’interno del quale prevedere la necessità di caudotomia”.

Il Consiglio Superiore di Sanità nel luglio 2011, emana una circolare nella quale esplica che “fra le eccezionali ragioni di medicina veterinaria – previste dall’art. 10 comma 2, lett. a) – rientra solo la caudotomia neonatale preventiva da eseguirsi esclusivamente a cura del medico veterinario (nella prima settimana di vita, in sedazione e con anestesia locale) in alcune razze da ferma, riporto e cerca, come da allegata Tabella 1, suscettibili di essere esposte a problemi sanitari in età adulta, allo scopo di abbattere il rischio di lesioni alla coda, difficilmente curabili con trattamenti conservativi…“, facendo seguire l’iter ed i fac-simile degli adempimenti a cui deve attenersi il medico: certificazioni (ben tre), che devono essere fatte e/o acquisite dal medico,  che dovranno sempre seguire la documentazione sanitaria del cane.

Da cinque anni i veterinari seguono l’iter ministeriale, le cucciolate delle razze menzionate nell’allegato vengono  caudotomizzate in età neonatale e certificate senza alcun problema, salvo qualche sporadico caso di “obbiezione di coscienza”.  Qualcuno potrebbe pensare che tutto si sia risolto nel migliore dei modi, ma sappiamo benissimo che nel nostro bel paese le cose semplici e non interpretabili sono un’utopia.

Nei giorni scorsi l’ordine dei veterinari (Fnovi segreteria di Brescia), ha divulgato ai propri associati, indicazioni alquanto discutibili e, quel che è peggio, contrastanti con quanto sancito dal CSS, adducendo che “La normativa di riferimento  è immutata ed è pubblicata sul portale Fnovi con le relative linee guida alla pagina http://www.fnovi.it.  Nelle linee guida sono esplicitati alcuni importanti concetti: le deroghe, quando consentite, sono nell’interesse del singolo cane, quindi in ogni caso non sono ammesse amputazioni a cucciolate neppure per i cani delle razze elencate nel parere del CSS. In ogni caso la caudotomia appare, a prescindere dalla razza canina, non giustificabile e pertanto il medico veterinario potrebbe essere perseguibile sia disciplinarmente che penalmente“.  Ed a quanto pare, il tutto confermato da un parere della direzione ASL della stessa Provincia.

All’unico scopo di evitare possibili fraintendimenti e per fugare ogni eventuale dubbio interpretativo allego il testo della e-mail sopracitata così che tutti i lettori possano avere massima chiarezza in merito:

Oggetto:  http://www.fnovi.it/comunicare/dossier-e-pubblicazioni

Nelle linee guida sono esplicitati alcuni importanti concetti: le deroghe, quando consentite, sono nell’interesse del singolo cane, quindi in ogni caso non sono ammesse amputazioni a cucciolate neppure per i cani delle razze elencate nel parere del CSS. Inoltre la caudotomia appare, a prescindere dalla razza canina, non giustificabile e pertanto il medico veterinario potrebbe essere perseguibile sia disciplinarmente che penalmente.

Oggetto: richiesta chiarimenti  su indicazioni divulgate dall’ordine dei Medici Veterinari di Brescia, contrastanti con l’iter emanato dal CSS. E’ utile ribadire che la CAUDOTOMIA E’ UN REATO PENALE.
La normativa di riferimento  è immutata ed è pubblicata sul portale Fnovi con le relative linee guida alla pagina http://www.fnovi.it/comunicare/dossier-e-pubblicazioni Nelle linee guida sono esplicitati alcuni importanti concetti: le deroghe, quando consentite, sono nell’interesse del singolo cane, quindi in ogni caso non sono ammesse amputazioni a cucciolate neppure per i cani delle razze elencate nel parere del CSS. In ogni caso la caudotomia appare, a prescindere dalla razza canina, non giustificabile e pertanto il medico veterinario potrebbe essere perseguibile sia disciplinarmente che penalmente.
La Segreteria
Paola Ordine Medici Veterinari Brescia Via Bianchi, 9 – 25124 Brescia

Le domande da porre sarebbero parecchie, ma faccio solo una constatazione: se l’allevatore, che risulta a tutti gli effetti anche proprietario fino all’eventuale cessione, deve dichiarare con una scrittura privata l’effettivo utilizzo del cane per la futura attività sportivo-venatoria, non si capisce dove stia il problema nell’operare un singolo cucciolo o un’intera cucciolata, secondo i dettami del CSS.

Chi alleva i soggetti delle razze riportate nella circolare dal Ministero, alleva cani da caccia non chihuahua (con tutto il rispetto per i cani da compagnia), dunque tutta la cucciolata è destinata prioritariamente all’attività venatoria ed alle verifiche morfo-funzionali (expo e prove di lavoro), uniche attività che possono garantire una severa valutazione sul mantenimento e se possibile sul miglioramento genetico della specie; se poi il futuro proprietario ritiene che il soggetto una volta adulto abbia delle deficienze sul piano zootecnico o del lavoro e lo regala alla moglie, al nipote o all’amico, che lo porta a passeggio per le vie del centro e lo fa dormire sul divano di casa… ben venga, cosa cambia!?

Che ci sia lo zampino di qualche animalista oltranzista, magari nazivegano, in molte interpretazioni elargite a mani piene dai media, si è capito da tempo, ma se a fare “terrorismo mediatico” è la segreteria provinciale dell’ordine dei medici veterinari, dando indicazioni del tutto contrastanti con i pareri del Consiglio Superiore di Sanità, mi lascia un po’ basito… c’è solo da auspicare che ENCI e tutti gli Enti preposti, si attivino in tempi brevissimi per dare risposte certe, senza lasciare dubbi interpretativi, al fine di salvaguardare in primis la salute dei nostri cani, l’allevamento e la selezione zootecnica del cane da caccia, nei quali l’Italia è da sempre nei primi posti a livello mondiale.

aC | Bruno Decca

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Punti di vista

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com