Edo Bianchedi, il pittore degli uccelli di valle

Cacciatore prima, artista profondo conoscitore della poesia della caccia agli acquatici Edo Bianchedi nasce a Faenza (RA) nel 1950 e mostra fin dall’infanzia un talento fuori dal comune per il disegno e la pittura. Viene preso sotto la propria ala dal maestro Domenico Matteucci, docente alla scuola Minardi di Faenza e noto ceramista e scultore, che gli insegna tutto ciò che sa.

Edo Bianchedi si specializza in nature morte, nature morte di caccia, ritratti di persone, ritratti di animali, paesaggi, con un occhio al Seicento e ai pittori fiamminghi. Espone le sue opere tra gli anni Settanta e gli anni Novanta nell’entroterra romagnolo, dove è conosciuto anche per aver realizzato i pannelli in ceramica nella parrocchia di Santa Lucia e per aver affrescato le pareti del ristorante Manueli. Inserito nella realtà artigianale di Faenza, città famosa in tutto il mondo per la maiolica, fino a metà degli anni Novanta si è occupato anche di ceramica e pittura su ceramica, realizzando vasi, piatti, ritratti e pannelli.

Schivo per natura, ha trascorso la maggior parte della sua vita tenendosi lontano dal dibattito artistico. Di recente, grazie all’interessamento dei familiari e di alcuni esperti che hanno avuto modo di scoprire il suo lavoro, ha deciso di confrontarsi con un pubblico più ampio: appassionati, critici, collezionisti o semplici ammiratori della sua pittura.

Edo Bianchedi è anche il pittore dei ricchi proprietari delle più esclusive tenute di caccia italiane, le valli dell’alto Adriatico. Ed è proprio nelle dimore di caccia delle tenute vallive da Caorle al Delta del Po che trovano dimora tra le più prestigiose ed esclusive opere di Bianchedi che nutre una passione particolare per il Codone (Anas acuta), una delle specie cacciabili più ambite in ambito vallivo e senz’altro tra le più eleganti e ricche di fascino.

E’ bene dirlo: non si tratta di un pittore qualunque, ma di un vero e proprio cultore della caccia in laguna e nelle valli, un profondissimo conoscitore delle luci e delle ombre del piumaggio degli anatidi. Pertanto le sue opere non sono i soliti “quadretti” ma opere d’arte che fanno bella mostra di se in contesti di altissimo profilo. Se siete pronti a riconoscere il giusto merito ad un artista fuori dal comune, potrete godere della vera arte venatoria moderna.

Ci permettiamo di consigliare ai tanti attenti lettori di porre particolare attenzione alle nature morte di caccia di Edo Bianchedi: le grandi dimensioni, la cura nei minimi particolari, la cultura della luce, la mano leggera del pittore esperto, con una cornice adeguata vi faranno letteralmente innamorare di un uomo sì schivo, ma disposto al dialogo e al raccontarsi, non solo attraverso la maestria del suo pennello.

Redazione aCaccia.com

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