Laguna veneta: valle Figheri, valle Cornio Alto e valle Cornio Basso

Per comprendere l’origine e lo sviluppo di alcune valli della Laguna Sud, tra Venezia e Chioggia, ed in particolare valle Contarina, valle Averto, valle Cornio, valle Figheri, valle Pierimpiè, valle Ghebo Storto e valle Morosina bisogna necessariamente ‘scomodare’ la storia della Repubblica Serenissima. Nel 1200 sotto il dominio del leone alato si contavano circa 110-120 famiglie nobili e di queste una novantina poteva contare su delle tenute private in terraferma, cioè in quelle terre emerse  in prossimità della laguna. Possedimenti che confinavano con il comune di Padova, che creava non pochi problemi al consiglio della Serenissima in merito al libero scambio e transito delle granaglie, che nelle tenute al confine tra i territori della laguna e dell’attuale Piove di Sacco, venivano coltivate con alte rese. Un momento particolarmente difficile su il marzo del 1227, quando la Serenissima stabilì il “extrahere inde et tollere quicquid voluerint”, dove Padova si impegnava a risarcire i danni compiuti all’interno delle tenute fondiarie dei nobili veneziani. Patto che fu rinnovato nel 1235 con Padova e nel 1265 con Treviso. In zona i maggiori possedimenti sono da ritenersi appartenenti alle famiglie degli Storlato, Badoer, Bembo, Contarini, Morosini, Dolfin, Falier.

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Molte di queste famiglie, dopo una serie di investimenti nel polesine e nel ravennate, non particolarmente proficui, hanno posto all’attenzione degli organi della Repubblica Serenissima la possibilità di utilizzare parte delle terre che ciclicamente venivano scoperte e coperte dagli influssi di marea, come bacini di allevamento del pesce. Si avviò così, a metà del 1400, il primo piano di sfruttamento delle velme lagunari. Due secoli più tardi per esigenze di drenaggio dei terreni e di deviazione delle acque del Brenta la Repubblica Serenissima diede ordine di scavare il canale Novissimo, che oggi costeggia la S.S. 309 “Romea”. E’ con questo intervento, di fatto, che si vengono a costituire ufficialmente molte delle valli da pesca della Laguna Sud, grazie anche ad una serie di derivazioni che dal canale portano verso la laguna: le cosidette “canalette”. Le prime realizzate, nel 1610, sono quelle di Lugo e Cornio. Il netto legame tra le opere di modificazione territoriale e la creazione delle valli si può dedurre facilmente anche dal nome di alcune delle famiglie patrizie della zona e il nome della valle. Valle Contarina, cioè dei Contarini oppure valle Morosina cioè dei Morosini. Modifiche della linea costiera che nei secoli avrebbero creato l’attuale assetto vallivo lagunare: oggi le valli della laguna veneta si dividono in valli a serraglia o comunicazione intermittente, valli a chiusa mista o semiarcuate, valli a stagno, valli aperte.

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Tra le più importanti valle Figheri, con il casone di caccia (Cà Labia) edificato dalla famiglia nobile veneziana dei Labia ed impreziosito sulle facciate dai dipinti di Rocca raffiguranti uccelli di laguna nel loro ambiente, valle compresa  tra la canaletta di Lova (a Sud) ed i bacini delle valli Cornio: valle Cornio Alto, la più vicina al mare rispetto la terraferma e valle Cornio Basso, detta “Cornietto”, confinante con la Strada Statale Romea e facenti parte, in origine, ad un unico complesso vallivo appartenuto dalla famiglia nobile veneziana dei Corniani, trasferitasi da Brescia a Venezia a metà del 1400. Nel 1991 valle Figheri è stata oggetto di un dettagliato studio storico – morfologico pubblicato da Filippi Editore in un interessante libro in tiratura di 500 esemplari, con fotografie e dettagli curati da Gianfranco Munerotto, Valfrido Angiolin detto “Baga” e Alberto Vacchi, l’allora proprietario della valle prima che venisse ceduta al gruppo Riello (allora proprietari di valle Contarina) e che Alberto Vacchi si impegnasse nella riqualificazione di valle Morosina e valle Ghebo Storto. Oggi valle Figheri, valle Cornio Alto e valle Cornio Basso appartengono ad un unico proprietario.

Valle Figheri (435 ettari) e valle Cornio Basso (90 ettari circa) si caratterizzano per una serie di laghi poco profondi, immediatamente a ridosso delle peschiere e delle Romea, zone che traggono l’apporto idrico di acqua dolce direttamente dal canale Novissimo e sono ben frequentate da alzavole e germani reali. In valle Figheri troviamo “Vegnua del Ciavegon”, “Vegnua del posto novo vecio”, Lago Ciavegon, Lago del Dametto, Lago America, Lago Maria Vittoria, mentre in valle Cornio Basso troviamo la nota zona del Pascolon (un complesso di più laghi), i Laghetti della Cavana e il Lago delle Sarsegne. A sud del Lago delle Sarsegne, in valle Figheri, troviamo il Lago Pisani e più centralmente il Lago del Treson e il Lago della Cesta. Completano l’assetto vallivo due grandi laghi di valle, quello denominato Ancora e Lago Duecento, più una serie di laghi più piccoli: il lago del Cice, Ancorin, Valletta, Mezzaluna ai confini con valle Zappa. Valle Cornio Alto (180 ettari circa) invece si caratterizza per una porzione di valle con livelli più alti dedicati ai tuffatori come i moriglioni, in particolar modo nel Lago della Masega dove c’è l’omonima botte “magassi” (il nome dialettale veneto del Moriglione), il lago della Tressa e dell’Ancora, i laghi più piccoli: Vittorio, Sacca e Castigo con le botti della Passaura e del Rompi. Il complesso vallivo, grazie all’ottimo lavoro di un giovane capovalle locale, è in grado di garantire dei carnieri misti.

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Le strutture caratteristiche di valle Figheri sono il già citato casone Labia (casa caccia) e il casone di pesca, ai confini con Sacca Figheri, tra la zona di laguna libera detta del Panao e gli argini Sud Ovest di valle Zappa, dove spicca la struttura più tipica di tutto il complesso vallivo: una storica torre padovana con scala a chiocciola esterna da cui, alla sommità, si può dominare tutta la laguna. Apprendiamo, con non poca preoccupazione, che il proprietario ha proposto alle autorità competenti un progetto di sfruttamento turistico della valle, con l’edificazione di una piccola struttura turistica, di cui il progetto è stato realizzato dalla stessa azienda che si è occupata della ristrutturazione del casone di valle Ghebo Storto. Ai lettori il compito di farsi un’idea sulla compatibilità di tali strutture nell’ambito vallivo lagunare.

Redazione aCaccia.com

Ph.: Dimensioneprogetto

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