Minilepre con il bassotto

La caccia alla minilepre non è, storicamente, una caccia italiana, selvatico non presente su tutto il territorio nazionale la “Mini” ha un habitat particolare: gli sporchi impenetrabili. Spinai talmente fitti da assicurare un riparo sicuro per una specie che ha abitudini a metà strada tra il coniglio e la lepre.

La minilepre non percorre lunghi rettilinei con cambi di direzione repentini, come la lepre, gira e si riannoda sulle medesime passate, ed il tutto nel fitto della vegetazione, in questo habitat non sarebbero possibili i lunghi rettilinei. Da qui l’utilizzo del bassotto, che prontamente entra negli spinai, l’ingresso nel fitto è scontato nelle razze che hanno anche un utilizzo sotto-terra: l’insistenza e la perseveranza del bassotto sono proverbiali, sia che si tratti di un abbaio a fermo, sia che si tratti di uno scagno nella seguita, che sarà più o meno veloce a seconda della vegetazione. Sino a qui sembrerebbe idilliaco, una caccia semplice con un pronto ausiliare che lavorerà sin dalla prima uscita.

Come dice il mio amico Gianni: “la caccia fa parlare e fa tacere”. Non è così scontato, sebbene si possa essere in una zona in cui si “inciampa nelle mini”, trovarsi nella situazione giusta per fare il cane ovvero: che il cucciolone veda la minilepre infilarsi nello sporco, che si infili prontamente  nello sporco con voce, che riesca a spingere “quella” mini tanto da indurla ad uscire in un punto che ne permetta l’abbattimento per poterla “abboccare” ancora calda. Le difficoltà, in questa (che parrebbe) una semplicissima azione di caccia, sono sostanzialmente: che l’attenzione del cucciolone possa essere rivolta nella direzione della minilepre con successo visivo (data l’altezza del selvatico, dell’ausiliare e della vegetazione).

L’usta produrrà un’agitazione ed una cerca talvolta verso un selvatico “mai visto, mai pressato, mai abboccato”. Mai perdersi d’animo perchè la foglia cadrà ed il vostro bassotto vi darà grandissime soddisfazioni, anche perchè, come abbiamo approfondito in altri articoli, il bassotto è anche un ottimo “riportatore”! L’effervescente intelligenza unità alla proverbiale “smania di selvatico” farà sì che il bassotto impari assai velocemente a districarsi nel labirinto di passate tipiche di questo selvatico. Tutte le nove razze bassotto sono ben coperte di pelo ma, nel pelo duro troviamo la massima funzionalità di questo mantello: il pelo duro si “stripperà” naturalmente fornendo una validissima protezione alla cute che non risentirà troppo per il lavoro nel fitto degli spinai.

Man mano che il vostro ausiliare aumenterà le uscite a caccia, man mano che riuscirete a portare a termine “l’azione di caccia con abbattimento”, affinerà il riconoscimento della “temperatura” della traccia, e quindi non si perderà in inutili vocalizzi di eccitazione per dare solamente “voce sicura”, ovvero quando la mini è davanti al suo tartufo. Ahimè ci sono due cose da tenere presente, due mie esperienze che credo possano esservi utili: la prima è che il comportamento sul terreno di lepre e minilepre sono totalmente differenti, quindi un cane da lepre avrà un’azione eccessivamente veloce, ed un cane da mini darà voce e procederà troppo lentamente sulla traccia poiché è abituato ad un selvatico che si sposta solo di pochi metri con un percorso ad anelli, il consiglio è sempre quello di non rovinare un buon cane da lepre sulla mini e viceversa.

La seconda dolente nota è quella, non riguardante esclusivamente i bassotti nella caccia alla minilepre, ed è l’altissimo tasso di uccisioni del cane da parte di cacciatori troppo frettolosi sul tiro, non sempre il cane che esce con voce dal fitto ha la mini davanti, questa potrebbe poco prima fatto un balzo lateralmente per indurre in fallo il cane… e purtroppo talvolta anche il cacciatore.

aCErminia Mancuso

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