Namibia: antilopi alla cerca tra savana e deserto

La caccia in Namibia è indubbiamente un lavoro di squadra che coinvolge non solo il cacciatore ma bensì la guida, i tracciatori, il cacciatore professionista che spesso accompagna il cliente e chi si occuperà della spoglia. Ma anche stivali, abbigliamento, ottica, il fucile e le munizioni.

Non lasciatevi ingannare dai comfort di alcuni dei lodge più lussosi d’Africa: quaggiù sarete lontani da casa, in uno dei posti più inospitali della terra con un altissimo numero di specie pericolose. Serpenti, scorpioni, ragni. Per questo è necessario che nulla sia lasciato al caso e che il team sia davvero quello giusto, affinchè possiate ricordare per sempre una esperienza che vi segnerà profondamente. Che vi consacrerà quali autentici cacciatori africani.

E’ bene dire che la Namibia, tra le diverse possibili mete per la caccia nell’Africa meridionale, è a parità di offerta senz’altro la più costosa e la più affascinante. Anche del vicino Sud Africa. L’aereoporto di riferimento è quello di Windhoek, la capitale del paese, anche se dal Sud Africa si potrà atterrare anche a Walvis Bay. Standard generalmente molto elevati, soprattutto nei lodge di proprietà inglese, americana e italiana dove sarà possibile fare l’idromassaggio di notte nel bel mezzo della savana sotto le stelle oppure prenotare una suite con terrazza panoramica e sistemazione matrimoniale da cui dominare i territori circostanti stando nel letto. Più rustici, ma non meno curati, in genere, quelli che fanno riferimento a proprietà tedesche, ungheresi o nord europee.

La Namibia si raggiunge, senza scali, unicamente con voli Namibia Airlines, Southafrican Airwais e Air Berlin, compagnia che fa capo alla tedesca Lufthansa. I due hub europei di riferimento sono Monaco di Baviera e Francoforte. Facendo scalo in Sud Africa a Città del Capo o a Johannesburg anche da tutte le altre principali capitali europee.

Tre cose da sapere: in estate (novembre – gennaio) tutta la Namibia, eccetto la regione del Caprivi, è considerata zona “malaria free” quindi non è necessario subire terapie a base clorochinica. L’operatore telefonico è NTC e non è riconosciuto da nessuna compagnia europea quindi, qualora finissimo il credito nel cellulare, bloccherà automaticamente le funzioni in uscita del nostro numero europeo e non sarà possibile ricaricarlo finchè non rientreremo in Europa. Molto più semplice fare una sim con numero locale disponibile negli uffici postali, nei supermercati e in alcune banche. Le sistemazioni, soprattutto quelle più datate dispongono di pochissime prese elettriche che si caratterizzano per una spina tedesca modificata. Molto più conveniente dotarsi di una ciabatta multipresa con un cavo di 4/5 mt ed al momento della prenotazione chiedere espressamente al lodge di metterci in conto l’acquisto di una spina locale. All’arrivo basterà unirla al cavo della ciabatta multipresa e avremo risolto tutti i nostri problemi. Ciò detto arriviamo ai “ferri del mestiere”.

Inizierei scegliendo una cartuccia adatta al “gioco” che siamo pronti ad affrontare. La maggior parte dei cacciatori statunitensi che hanno come bersaglio varie antilopi durante le loro battute di caccia in Africa, evitano caldamente qualsiasi cartuccia “pesante” da animali pericolosi. Per le antilopi, dalla più modesta alla gigantesca antilope alcina africana (Eland) tutti i professional hunter vi consiglierano: 30-06 Springfield, 7mm-08 Rem., Rem 7 mm. Mag., qualsiasi 300 magnum e tutti i 338 magnum che sono in assoluto i tuttofare più utilizzati. Per le antilopi medio piccole anche 270 Win., 6.5 Creedmoor o addirittura 243 Win. Heck. Per le antilopi leggere, però, i migliori professional hunter vi consiglieranno di optare per .223 o 22-250.

Calibri da abbinare a proiettili ad espansione controllata come l’Oryx di Norma o a palle monolitiche come la Kalahari, in grado di conservare  tanto peso e penetrare profondamente che convertono cartucce “al limite” in soluzioni perfettamente efficaci. La mia fidanzata ha scoperto il 308 Win. sparando una palla da 150 grani Kalahari: è più che sufficiente per uccidere uno gnu blu o nero. Personalmente ho usato una palla da 125 grani della linea Kalahari in un Rem 7 mm. Mag.  e con un colpo ho inginocchiato un grosso esemplare di Orice, che è una delle antilopi namibiane più robuste assieme a Kudu e Sable. Valutate sempre l’equazione che vuole: proiettile leggero uguale meno rinculo che significa maggiore precisione che a caccia singifica colpo mortale.

La carabina più usata a caccia è quella Bolt Action. Un fucile difficile da battere: robusto, forte, affidabile e semplice. I caricatori automatici in Namibia sono raramente legali. Le azioni a leva sono impiegate, funzionano discretamente bene ma sempre meno cacciatori vi si affidano. Nella mia personale esperienza di professional hunter vedo sempre più spesso  cacciatori che si accompagnano a fucili Blaser R8 in calibro 375 H & H.

E’ essenziale la scelta corretta dell’ottica: spesso difatti incontro cacciatori che hanno come targhet le antilopi alla cerca e arrivano in Namibia dotati di ottiche inadatte o, se volete, adatte per la caccia al bufalo nel fitto del bush. Dimeticate tutte quelle ottiche che come valore minimo sono inferiori al 1X e come valore massimo sono inferiori al 1oX. Una base di partenza, ad esempio, è lo Swarovski Z6i 1.7 – 10 X 42. I tiri avveranno in condizioni di piena luce e non avrà senso impiegare pesanti e ingombranti ottiche supeiori ai 44/48 X. Venire in Namibia per stare a più di 150 metri dal nostro capo è inutile. State a casa.

In valigia non dimenticate: due paia di pantaloni corti per i momenti nel lodge, almeno due paia di pantaloni lunghi con colori sabbia o verdi. Scarponi da deserto di derivazione militare alti sopra la caviglia e delle ottime ghette antimorso per i serpenti: in Namibia vi sono molte specie estremamente pericolose. Camice tecniche, gilet senza maniche, giacca antivento e impermeabile, cappello a tesa larga, occhiali da sole. Buona Namibia a tutti!

aC | Adries Benoosthuizen
Cacciatore professionista

 

 

 

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