Cercate i soldi!

[L’Editoriale] Ci sono persone che non sono costituzionalmente portate a vedere la malizia e a fare dietrologie quando assistono ad eventi particolari. Vedono il mondo in modo lineare e non pensano mai, di primo acchito, che una presa di posizione apparentemente di natura ideale, nasconda interessi particolari dotati di assoluta concretezza.

Io sono una di queste persone e, nonostante i tanti anni trascorsi in una redazione di cronaca che mi hanno messo in contatto con tutto ciò che nel bene e nel male caratterizza gli esseri umani, non ho ancora imparato ad avere sufficiente malizia per sfuggire alla regola che ho appena descritto.

Ecco dunque che per alcune settimane mi sono arrovellato chiedendomi il motivo per cui la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna per maltrattamento di animali ad un cacciatore il cui cane era stato gravato da un collare elettrico da addestramento, abbia sollevato le vibrate rimostranze di alcuni, lasciando indifferente la stragrande maggioranza dei cacciatori.

Tra i quali annovero anche me stesso dato che, quando avevo cani effettivamente da utilità venatoria, segnatamente setter inglesi, non ho mai sentito la necessità di munirmi di una di queste moderne diavolerie per addestrarli in modo adeguato alla caccia che facevo.

Essendo sempre stato un ardente ammiratore di Felice Delfino, mitico cacciatore cinofilo della prima metà del secolo scorso, che raccomandava la paziente quanto inflessibile insistenza nel pretendere certi comportamenti da parte del proprio cane, al fine di fissarglieli indelebilmente nel cervello, mi sono sempre comportato nel modo da lui suggerito riuscendo ad avere cani perfettamente in mano senza dover ricorrere ad espedienti correttivi violenti. E me ne sono sempre trovato bene.

Per questo non riuscivo a capire i motivi di tanta vivace avversione, emersi dai commenti sul web che si sono susseguiti dopo questa sentenza con cui la magistratura ha sostanzialmente tolto di mezzo dall’uso concreto, questi strumenti. Solo un paio di giorni fa qualcuno, evidentemente impietosito da una tale manifestazione di ingenuità da parte mia, mi ha aperto gli occhi.

“Caro mio – mi ha detto costui – non capisci proprio niente! Possibile che non ti passi per la mente che a protestare con maggior foga sono probabilmente coloro i quali della vendita di cani “fatti”, vale a dire addestrati, ricavano un importante reddito?”

Così sono finalmente caduto dal pero e non ho potuto fare altro che ammettere la mia congenita quanto cronica debolezza che mi chiude gli occhi impedendomi di vedere di primo acchito la malizia nei comportamenti e nei discorsi altrui. Insomma, diceva il mio interlocutore, chi vende cani “fatti” ha necessità di “farne molti” nel più breve tempo possibile. Essendo più commerciante che cinofilo, ha l’esigenza economica di produrne il più possibile con il minor sforzo e nel minor tempo possibili. Così come avviene, in sostanza, in tutte le aziende produttive.

Non so se questa spiegazione copra effettivamente tutte le manifestazioni di opposizione che si sono verificate, ma mi pare che, almeno per alcune di queste, essa spieghi in modo efficace il motivo di tante vibranti prese di posizione contro una sentenza che, personalmente, non mi pareva fosse destinata a suscitare tanto clamore.

Per trovare il colpevole nei romanzi polizieschi i francesi esortano a “cherchez la femme o l’argent”, vale a dire a cercare la donna o il denaro. In questo caso le donne non mi pare abbiano responsabilità, mentre il denaro è probabile che abbia più qualche influenza sulle reazioni ostative.

aC | Marco Buzziolo

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  • Chi si accontenta di avere un cane per se stesso non ha bisogno di questi ausili elettronici. Se invece si vuole “produrre” cani al ritmo di uno/due all anno allora i collari elettronici vengono in aiuto.

  • federico Vannucci

    Oltre l’ingenuità, il latore della presente mi sembra affetto anche da una buona dose di stupidità.
    Entrambe qualità che comunque è bene non approfittarne: nello specifico, mi sembra così che diventi persino inutile argomentare.
    Amaramente va considerato che, se questo è il livello di stupida miopia con cui i “sindacati” dei cacciatori difendono la categoria e la Ruralità, siamo spacciati!

    • Stimato Direttore,

      la esorto a digitare su Google “Federico Vannucci Caccia”. Tre paroline chiave che le faranno comprendere di aver messo a segno il colpo.

      Cordialmente

      Mastuff

      PS: sarebbe anche ora che queste persone venissero “istruite” a dovere su come ci si esprime pubblicamente. Magari con dei legali. E in caso di condanna addio porto d’armi.

  • Due editoriali che non fanno passare questa testata procaccia agli occhi dei più stolti. Direttore una voce nuova… Avanti tutta così!

  • Egr. Direttore, non so chi sia il suo fantomatico interlocutore, spero che almeno sia un esperto in materia ed abbia anni di addestramento cinofilo/venatorio sulle spalle, perchè per arrivare a sentenziare queste cose senza avere un minimo di esperienza è abbastanza assurdo e la pone, a mio modo di vedere, a livelli da gossip.