Delta del Po: valle Bagliona

Valle Bagliona (462,08 ettari), in passato valle molto apprezzata per la caccia ai fischioni soprattutto nelle botti più interne alla valle, tenuta di caccia da sempre appartenuta alla famiglia Penzo ed oggi praticamente inattiva, sia dal punto di vista dell’allevamento ittico sia dal punto di vista della caccia alle anatre selvatiche, in passato era unita a Valle Baglioncina detta anche Lago del Polesine (147,95 ettari), oggi di proprietà di un imprenditore veneto, di cui si vede il casone di caccia dalla strada, prima dell’idrovora verso San Leonardo. Valle Bagliona, nel panorama della così dette valli centro (Leggi qui), è un ecosistema unico nel suo genere.

Nessuna valle del comprensorio del Delta del Po può annoverare una così diversa quantità di microambienti. A partire proprio dalla luna pineta che costeggia un lato della valle, più precisamente quello lungo la strada (Via delle Valli) che dall’abitato di Porto Levante porta a località Scanarello, seguendo il canale perimetrale di valle che si caratterizza per la presenza di una fitta rete di pali, voluti dalla proprietà, per evitare l’ingresso ai bracconieri che di notte tentavano di rubare il pesce in allevamento.

Una pineta che presenta la tipica struttura dell’ecosistema della macchia mediterranea ma con la particolarità di alcuni rigagnoli di acqua salmastra, parzialmente soggetti all’influsso delle maree, che caratterizzano la zona delle dune sabbiose, dove proliferano le tamerici e il canneto.

L’accesso alla valle è piuttosto defilato e vi si entra da un cancello anonimo, che dopo un breve sterrato porta allo spiazzo antistante il casone di valle, una struttura che purtroppo, oggi, risente dei segni del tempo. Un complesso che richiama le tradizionali forme architettoniche venete: un ampio ingresso con un corridoio divide in due parti, assimetriche, il casone: una zona, la più piccola, destinata al personale di valle, l’altra, più ampia, sviluppata su due piani, destinata alla proprietà e agli ospiti di caccia. Le stanze sono disposte a forma di U con due salotti, una sala da pranzo, un bagno e uno studio, oltre al vano scale che porta alle stanze da letto che condividono alcuni bagni.

La proprietà, per motivi legati all’implementazione delle potenzialità di allevamento del pesce (anguille e gamberi) ha nel tempo operato un ingente opera di divisione della valle, creando un arginatura che divide sostanzialmente in due la tenuta e che, verso la strada che confina con l’argine lagunare, crea un bacino di piccole dimensioni che era usato come lago di sfogo in caso di livello idrico particolarmente alto.

Tale opera ha portato nel tempo alla ridefinizione della posizione delle botti, i tipici appostamenti di caccia. Nella parte di valle dedicata all’allevamento del pesce troviamo la botte del “Ponsato” mentre nella zona dedicata alla caccia le botti più famose sono l’Ogio, Punta Verto, Botasso, Ottone sotto, Paolo e Passauro, quest’ultime confinano con i laghi di valle Sacchetta. All’interno dell’argine è stato ricavato un piccolo lago, detto “Laghetto delle sarsegne” con la chiara intenzione di ricreare un ambiente idoneo a far sostare le alzavole. Intorno al lago e ad una zona con numerosa vegetazione emersa sono presenti due botti quella del “Laghetto” e quella dei “Strapassi”. Particolarmente affascinante il lungo percorso di canali che portano alle botti, percorsi lentamente a remi e che si caratterizza per essere uno dei percorsi più lunghi nelle valli centrali del Delta del Po, a causa della particolare forma di valle Bagliona che ricorda un triangolo isoscele.

Nella parte centrale della valle, caratterizzata da un ampio bacino dove, di recente, è facile incrociare ampi stormi di fenicotteri al pascolo, tre botti: “Checca”, “Centro” e “Umberto”. Al di la di una seconda arginatura, ai confini con quella che una volta era la punta di valle Bagliona (detta zona del Lisetto) e oggi invece facente capo ad una diversa proprietà, troviamo forse la zona più interessante per la caccia, oggetto delle attenzioni di numerosi appassionati: una serie di piccoli laghi, detti del Mauro e del Pegorile dove troviamo le botti “Mauro”, “Mauro sotto”, “Pegorile”, “Albi sotto” e “Albi fora” dove recentemente, a causa della inattività prolungata della valle, trovano riparo durante le giornate di caccia numerosi esemplari di germano e alzavola. Valle Bagliona si è sempre contraddistinta, finchè in attività, per la presenza di un buon numero di fischioni, germani e folaghe, come nei censimenti del gennaio 1989, quando la valle (seconda solo al Canocchione – Moraro) ospitò oltre 3500 uccelli (3.594) di cui 193 alzavole, 2 canapiglie, 3 codoni, 1.317 fishcioni, 1.690 folaghe, 377 germani, 12 mestoloni.

A completamento della panoramica della tenuta, richiamando gli antichi confini, citiamo valle Lisetto o Stagno del Polesine: le modeste dimensioni di questa valle non devono trarre in inganno. Senza timore di smentita possiamo affermare che nel ventennio 1965-1985 questa era la valle che “garantiva” la cattura del maggior numero di fischioni, dalla famosa botte del “Lisetto”.

Oggi la valle versa in condizioni critiche con una diffusa ipersalinità dei laghi principali che ospitano ampie colonie di fenicotteri rosa. Praticamente assenti le tradizionali cacciate (nell’ultimo biennio sono state realizzate solo due uscite di caccia) e abbandonate una buona parte delle strutture più caratteristiche della valle e della zona emersa intorno alla pineta.

Redazione aCaccia.com

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