Liguria: rivenuto lupo ucciso da fucilata, anticaccia “esame balistico”

Il corpo di un Lupo adulto è stato consegnato nei giorni scorsi da un escursionista al CRAS di Campomorone in Liguria. Sul corpo un evidente segno di ferita da arma da fuoco che ha fatto immediatamente scattare le accuse verso i cacciatori mentre sulle pagine anticaccia si chiede a gran voce l’esame balistico.

Il corpo di un Lupo, con evidenti segni di ferita da arma da fuoco, è stato consegnato nei giorni scorsi al CRAS di Campomorone (Liguria) da un appassionato di animali come da comunicazione ufficiale dell’Ente Nazionale per la Protezione Animale: “Il corpo di un lupo è stato consegnato oggi dalla polizia provinciale al Centro Recupero Animali Selvatici ENPA in Campomorone L’animale, rinvenuto in Val d’Aveto da Marco Giuliano, un escursionista amante degli animali,presenta un’evidente ferita da arma da fuoco,presumibilmente una carabina. Ci troviamo quindi di fronte a un gravissimo atto di bracconaggio, di cui verrà data comunicazione alla magistratura.

Si tratta di un esemplare maschio giovane, di circa un anno e mezzo, i cui caratteri anatomici permettono di escludere si tratti di un ibrido. Il lupo è un animale particolarmente protetto dalla direttiva habitat dell’Unione europea , negli ultimi anni abbiamo assistito alla ricolonizzazione naturale dell’Appennino e delle Alpi,partita dagli ultimi esemplari rimasti all’inizio degli anni 70 in Abruzzo Anche questo spiacevole episodio conferma l’importanza che ha avuto la realizzazione da parte di ENPA del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), riferimento , non solo per i cittadini ma anche per le istituzioni, in materia di fauna selvatica. Ci auguriamo che episodi di questo genere siano di monito alle autorità per intensificare i controlli e la presenza sul territorio”.

La ferita d’arma da fuoco ha fatto subito scattare l’indignazione e le accuse in diverse pagine dei social network da parte di animalisti e anticaccia che hanno subito puntato il dito contro i cacciatori della zona. Addirittura su Facebook, in una nota pagina anticaccia, si è arrivati a chiedere l’interessamento delle forze dell’ordine che dovrebbero, secondo colui che scrive, passare in rassegna qualche migliaio di cacciatori della zona operando dei controlli sulle armi per appurare quale carabina abbia eventualmente sparato.

Una operazione che durerebbe degli anni con un costo spropositato di finanze pubbliche. Una proposta che si commenta da sola e che vorrebbe dodici anni di carcere per l’autore dell’uccisione, ignorando che potrebbe trattarsi (visto il tipo di ferita) di una palla asciutta, cioè sparata con un comune calibro 12 ad anima liscia.

Redazione aCaccia.com

Ph: Paolo Rossi

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