Setter inglese: il Maradona delle beccacce

Sicuramente un titolo ad effetto, per cominciare un articolo tecnico dedicato alla pura specializzazione, del cane da beccacce Setter Inglese in primis, anche tratto da discussioni molto accese che si tengono tra noi beccacciai in merito a ciò. “Dove sta il Maradona delle beccacce… tu ce l’hai un simile portento” come spesso ci dice infuocando le opinioni dei presenti, l’amico beccacciaio Franco di Matteo di Foggia…

Forse analizzando a ritroso le epoche beccacciae di ognuno di noi, con almeno 25 anni di beccaccia alle spalle, qualcuno un decennio in più, immediatamente appare l’immagine di un grande cane che abbiamo posseduto, forse per noi il vero specialista, con un pizzico di malinconia, solo in ricordo delle più grandi azioni nella caccia alla beccaccia che un simile portento ci fece  vivere. Personalmente non posso non pensare al mio Arnos delle Vallate, il mio archetipo assoluto del setter da bosco…Una sola ne vide di consenso, a sei mesi, nel  Dicembre del 98, sparì per circa un quarto d’ora in una pineta.

Fulminati da quella scena, mio padre ed io, lo recuperammo a fatica, legandolo subito ed accarezzandolo… La volta successiva ne fermò due di autorità poi fu un infinità di ferme sino alla sua scomparsa a dieci anni… Tricolore scuro con Dun del Meschio e Decor Lot, nella progenie, sicuramente il mio “Maradona delle beccacce”, con la sua esasperazione nella continua cerca e nella incredibile velocità nella ferma sulla seconda e terza rimessa, dopo il primo involo della regina…

Chi legge certamente starà pensando al suo gande cane, come può essere che è quello che ha tra le mani ora, come poterebbe anche essere che il concetto di specialista puro per la beccaccia, è solo nella nostra mente, una passione ed amore infinito per quel soggetto che a volte non ci fa neanche vedere i suoi difetti perché lo sappiamo tutti, la perfezione non esiste nè nel cane come nell’uomo…

Andiamo ad analizzare quali possono essere i requisiti, le basi su cui poter pensare a questo paragone calcistico nel campo della cinofilia beccacciaia… La genetica è importante, la passione totale per l’ambiente boschivo, la ricerca continua per ore, tra forre, calanchi, boschi fitti di roveti, la visione nella psiche del cane dei settori idonei alla sosta della regina; lo vedrete trascurare intere zone, percorrendo centinaia di metri, anche senza lacets, per raggiungere quell’angolo di foresta, quel canalone scosceso, come legato da un filo invisibile al territorio che esplora avidamente…

A volte vi fa sgolare nel chiamarlo: tu pensi di  indirizzarlo in un altra direzione, non ti ascolta, va dritto sulla regina, non sbaglia quasi mai, sta a te, riuscire a capire il tutto, se pensi al loro ancestrale istinto predatorio, ogni cosa ti pare più chiara, anche se non è facile stare dietro a simili soggetti, per l’apertura incredibile nella cerca, per i settori sconosciuti che può raggiungere.

Sulla ferma, immobilità assoluta all’arrivo del cacciatore, sempre giusta distanza dal selvatico, guidata che inchioda la beccaccia al suo angolo, quando scorre come un fagiano…

Di  certo i beeper hanno facilitato la caccia con questi incredibili soggetti, tranquillizzando il cacciatore che prima con il solo campano, era costretto a girare anche per mezz’ora, per trovarlo schiacciato in ferma sulla regina, nel silenzio totale prima, oggi tanto tempo sulla ferma, da scaricare le batterie del beeper, persino oltre il quarto d’ora, come se il selvatico fosse ipnotizzato, in quel frangente dove la vita e la morte in natura s’incrociano in un gioco antico tra preda e predatore.

Nella ricerca continua di questi soggetti i cacciatori giustamente si rivolgono a bravi allevatori, per la scelta del cucciolo, però a volte noi sbagliamo fortemente  quando non accoppiamo questi soggetti, un po’ per gelosia, o per un senso di egoismo, perché solo da loro si può sperare nella trasmissione di questo incredibile patrimonio genetico, come se la beccaccia fosse insita nel loro DNA, come selvaggina principe, un mistero che non comprendiamo, quando “super-campioni” altisonanti, anche trialer o campioni nella caccia su starne, non hanno alcuna speranza nel confronto con il gran cane da beccaccia, certo io parlo del Setter ma, anche in altre razze, emerge a volte il super-cane per la regina.

Il Maradona delle beccacce almeno una volta nella nostra vita: un sogno che diventa realtà, come se un cane nella nostra vita nasce solo per la notra grande passione, ci è destinato… Per regalarci i momenti più incredibili della nostra vita di beccacciai. Almeno una volta, per ognuno di noi.

aC | Antonio Dattoli

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