La lucertola di Horvath

E’ una lucertola bruna, in tutto simile ad una familiare lucertola muraiola, il comune sauro che vive nei muretti delle nostre abitazioni e giardini. Ha una corporatura relativamente esile, corpo depresso, testa appiattita e muso corto e ottuso con una lunghezza che può superare di poco i 15 cm. I sessi sono simili. La colorazione è grigio brunastra con fianchi scuri nettamente contrastanti, con bordo per lo più ondulato superiormente, mentre più di rado è presente una stria vertebrale o una punteggiatura scura. La gola è chiara, quasi bianca, mentre il ventre giallo paglierino, privo di puntini o macchie nere. La testa è appiattita il che dimostra un specializzazione alla vita in ambienti rocciosi fessurati. I giovani sono inconfondibili perché, seppur simili agli adulti, hanno la coda vivacemente colorata di verde-azzurrro. Il suo areale è limitato all’arco alpino centro orientale proseguendo verso sud lungo le Dinaridi Croate. Interessante notare che le altre ‘Iberolacerta’ sono presenti nella lontana catena dei Pirenei con tre specie molto simili alla nostra. In Italia la specie è praticamente esclusiva della montagna Friulana (Alpi e Prealpi, sia Carniche che Giulie), essendo nota in appena un paio di stazioni nella provincia di Belluno.

La Lucertola di Horvath è legata alle formazioni rocciose: sfasciumi, falesie, pareti di forre fluviali, ma talvolta, è in grado di insediarsi anche in manufatti artificiali. Agilissima, riesce a muoversi con facilità anche su pareti verticali dove trova una nicchia ecologica pressoché esclusiva ed un basso numero di predatori. Normalmente le Lucertole di Horvath vivono in habitat abbastanza difficili ed estremi e dunque il periodo di latenza invernale è piuttosto lungo, entrando in attività da fine marzo ad aprile, per riscomparire verso la fine del mese di ottobre. Sono attive durante tutto l’arco della giornata. Gli accoppiamenti avvengono per lo più verso la fine di aprile o anche in maggio-giugno e normalmente viene deposta una covata (da 3 a 5 uova)  l’anno, eccezionalmente due. I piccoli nascono tra la fine di agosto e l’inizio di settembre e misurano poco più di 25 mm. E’ specie carnivora generalista e l’apparente specializzazione pare per lo più dovuta alle particolari caratteristiche dell’habitat principale. La dieta è costituita in larga misura da ragni ed altri animali di roccia tra cui sono molto prelibati gli scorpioni. Gli adulti sono aggressivi e possono divorare anche esemplari della stessa specie di taglia più piccola. A sua volta è ricercata dal colubro liscio, dal marasso e dalla vipera dal corno, oltre che da altri predatori. In particolare è stata notata la predazione da parte del gheppio, del gracchio alpino e del possente corvo imperiale. Dai predatori si difende eclissandosi rapidamente in fessure rocciose o ricorrendo all’autotomia della coda, quel fenomeno volontario che consente al sauro di lasciare al predatore solo la coda, che si muove nervosamente, riuscendo così a guadagnare attimi preziosi per fuggire. Può raggiungere la decina d’anni di vita.

Animale praticamente ignoto agli escursionisti, è confusa con altre specie di lucertole montane. La sua scoperta in Friuli è piuttosto recente, con una prima segnalazione avvenuta sulla Ponza, nelle Alpi Giulie, una quarantina d’anni fa. Attualmente la specie si ritiene abbia un’areale quasi continuo dalle Prealpi Giulie, proseguendo per i massicci delle Alpi Giulie e lungo tutta la Catena Carnica al confine con l’Austria, fino al Veneto. Apparentemente molto più localizzata nel Tolmezzino e nelle Prealpi Carniche. In questo areale vive fra i 200 e i 2000 metri. La popolazione regionale di questa specie pare abbastanza consistente e non particolarmente vulnerabile. Rientra nell’allegato II della Convenzione di Berna e nell’allegato IV della Direttiva Habitat.

aC | Tiziano Fiorenza

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