Il .300 Weatherby Magnum

Erano gli anni immediatamente successivi alla grande crisi americana del 1929 e Roy Weatherby con sua moglie Camille lasciarono il Kansas per trasferirsi in California, dopo aver studiato all’Università di Wichita e aver lavorato per la Bell Southwestern. Iniziò la sua nuova vita come agente assicuratore, ma nel tempo libero si dedicava alla costruzione di fucili, “armato” solo di un tornio e di una pressa. Ma la vera passione di Roy Weatherby era quella di progettare nuove cartucce.

Fu una decina di anni dopo il trasferimento in California, più precisamente nel 1944, che Roy Weatherby inventò quello che sarebbe stato probabilmente il suo calibro più popolare e utilizzato. Un vero uovo di Colombo, un mito che ancora oggi vive tra i cacciatori di tutto il mondo: il .300 Weatherby Magnum.

Come per molti altri calibri Roy Weatherby per disegnare e progettare il .300 Weatherby Magnum partì dal .300 Hoalland & Holland arrivando a progettare una cartuccia decisamente più potente, con una traiettoria molto più radente ed in grado di resistere meglio al vento. Il motivo del successo del .300 Weatherby Magnum fu che il nuovo calibro era in grado di sparare una palla da 180 grani a 991 m/s contro gli appena 860 m/s dell’Holland & Holland. Le munizioni sono state commercializzate nel 1948, caricate manualmente da Roy Weatherby direttamente nella sua officina.

Vista la crescente richiesta di munizioni in calibro .300 Weatherby ci fù un tentativo di commercializzazione da parte della belga Fabrique Nationale nel 1952 ma a causa di alcuni aspetti economici non vi fu un vero e proprio accordo e quando Fabrique Nationale aumentò il numero di cartucce minime per la commercializzazione, con conseguente innalzamento dei costi di investimento per Roy Weatherby, l’imprenditore americano si rivolge alla Norma, in Svezia.

L’accordo nacque quasi spontaneamente e si confermò in un sodalizio che durerà per decenni: la Norma produsse tutte le munizioni Weatherby con marchio Weatherby. Federal, Hornady, Nosler e Remington non poterono non prevedere alcune munizioni nel nuovo potente calibro ma rimase a capo della Norma la possibilità di produrre l’intera gamma di munizionamenti nel calibro 300 Weatherby Magnum.

Nel 1957 Roy Weatherby introdusse sul mercato il suo primo fucile con una particolare azione, che ben presto avrebbe contraddistinto tutti i fucili a marchio Weatherby: nacque il Mark V che era rappresentava l’arma ideale per il calibro .300 Weatherby Magnum.

Fino al 1995, quando John Lazzeroni ha annunciato il suo 7,82 Warbird e successivamente, nel 1997 quando Weatherby ha presentato il .30-378, il calibro .300 Weatherby è stato il più potente calibro della categoria. Si tratta ancora di un calibro molto usato per la caccia in Nord America così come per la caccia a lunga distanza in Asia e per questo scopo è preferito da moltissimi cacciatori che si dedicano ai safari.

Il .300 Weatherby Magnum si esprime al meglio con palle da 150 a 220 grani, raggiungendo probabilmente l’optimum con palle da 180 e 190 grani che generano velocità superiori ai 1000 m / s producendo forze d’impatto che oltrepassano la tonnellata a 500 metri di distanza dall’obbiettivo. Molti felici possessori del .300 Weatherby Magnum utilizzano palle Norma Oryx da 165 grani, con una velocità di bocca di 1040 m/s, oppure sempre della serie Oryx palla da 180 grani con una velocità alla bocca di 990 m/s. A differenza del 30-378 Weatherby, il 300 Weatherby Magnum è gestibile ancora senza freno di bocca e non vi saranno altri calibri in 30mm in grado di generare tali potenze.

aC | William Hinchingooke

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