Bestia nera: calibri e carabine

Sull’impiego della carabina per la caccia al cinghiale e dei calibri più idonei da utilizzare in essa, sono stati scritti decine e decine di articoli in tutte le riviste specializzate, sia di armi che di caccia.

Come mai accade che puntualmente, tutti i santissimi mesi (non ne viene saltato uno), nello spazio che le riviste dedicano all’ “Esperto risponde”, c’è sempre qualche lettore, magari non fedelissimo, che chiede: “quale carabina devo acquistare e di che calibro per cacciare il cinghiale?” ed ancora: “Il 30.06 ed il 308 w sono idonei per la caccia al cinghiale?”. Le più belle sono di questo tipo: “Per cacciare il cinghiale uso un calibro 30.06 con palle R.N. da 220 grani, dove posso reperire delle palle Barnes da 250 grani?”. Meglio finirla qui. A questo punto chi, come il sottoscritto, usa da più di venti anni la canna rigata per la caccia al cinghiale in tutte le sue forme (battuta, cerca e aspetto), sente il dovere di esprimere il proprio parere, forte soprattutto delle esperienze vissute sul campo e sulla propria pelle.

Una volta in una bella rivista ho letto che l’“esperto” di turno, ad un lettore che gli chiedeva, in qualità di aspirante cacciatore di cinghiali con la carabina, quali fossero l’arma ed calibro più idonei, rispondeva: “Io ne ho ucciso qualcuno anche con l’arma bianca”; (che darei per vederlo alle prese con un “saettone” di 50 kg. sano e senza che sia assediato da venti cani). Comunque per non essere “sottoarmati” e volendo utilizzare un’arma semiautomatica, non mi sento di utilizzare un calibro inferiore a 338 W.M. con palla da 275 grani, mentre se si è intenzionati ad usare una Bolt action il calibro ideale sarebbe il 375 HeH Mag.; però meglio andare sul sicuro: nel caso il verro caricasse, è bene avere tra le mani un buon 416 (Rigby, Remington, Weath, Hoffman, Taylor).

Queste personalissime opinioni mi farebbero ridere se le avessi lette su “Famiglia cristiana”, ma mi fanno incaz… come una bestia se le vedo scritte su una rivista specializzata. E per piacere non venite a dirmi che i cinghiali dell’est Europa arrivano a pesare 300 Kg. e oltre! (ma chi li ha visti mai?), perché in decenni e decenni la quasi totalità dei cacciatori “extracomunitari”, compreso il defunto Ceaucescu, che per conservare i trofei dei cinghiali da lui abbattuti, aveva un capannone tipo hangar, hanno utilizzato il 7×57 ( in assoluto il più usato, anche nella versione R) il 7×64 e l’intramontabile 8×57 J (anche JS e JRS).

Personalmente di cinghiali ne ho fulminati diversi con il 243 W e non per questo lo ritengo il calibro ideale, specialmente per un grosso solengo, ma mi sembra doveroso almeno cercare di chiarire le idee, a chi ha voglia di ascoltarmi, una volta per tutte. Innanzitutto vediamo quali sono le armi migliori per cacciare con successo il cinghiale e do per scontato se usate in buone mani. E’ doveroso iniziare con l’arma rigata per antonomasia: la carabina con otturatore scorrevole girevole.

Se ben bilanciata e dotata di un idoneo sistema di puntamento, che può essere di tipo metallico, ottico o elettronico, può tranquillamente essere usata anche per la caccia in battuta, ma considerando che non tiriamo di solito ad un cinghiale tutte le volte che andiamo a caccia, quando ci si presenta l’occasione di avere un incontro faccia a faccia con il “re” è bene avere tra le mani un’arma che possa offrire una chance in più.

Purtroppo non esiste una bolt-action in grado di garantire una velocità di ripetizione tale da poter doppiare un cinghiale “al salto della Carrareccia”. Ho sentito spesso raccontare che solo il principe Torlonia con la sua Mannlicher Schoenauer (neanche a dirlo 30.06) riesce a tirare due colpi ad un animale, mentre salta uno stradone. Ciò sarà possibile, oltre all’innata abilità del cacciatore, anche alla grande pratica.

I films western visti in gioventù e, meglio ancora, quelli prodotti recentemente, (da non dimenticare in che modo corretto sono state usate le armi da Steve McQueen in “Tom Horn” e da Kevin Costner in “Balla con i lupi”), ci hanno lasciato una voglia morbosa di possedere un Winchester a leva e , perché no, di poterlo utilizzare a caccia. Ma date retta a me, di persone in grado di maneggiare magistralmente un lever-action a caccia ce ne sono davvero poche.

È accaduto che durante una battuta al daino, il mio carissimo amico Baghini Sandro ha tirato tre colpi ad un maschio, mentre saltava una cessa taglia fuoco, con la sua Winchester Big Bore cal. 375, mettendone a segno due; ma sono prodezze più uniche che rare.

Le poche carabine con funzionamento a pompa, reperibili sul mercato italiano, camerate in un calibro sufficiente per cacciare il cinghiale, necessitano di molta pratica per poter essere utilizzate con profitto; quindi stesso discorso come sopra. Queste armi sono state concepite per il mercato USA ed è giusto che a caccia le usino loro, visto che vantano parecchia esperienza in materia.

Le armi basculanti, express o combinate, possono essere impiegate per ogni forma di caccia al cinghiale, compreso l’aspetto; dato che ultimamente, anche grazie ai nuovi sistemi di attacchi per l’ottica, è diventato abbastanza economico corredare l’arma con un cannocchiale. Il combinato può essere utilizzato come un Express, a patto di caricare la canna liscia (rigorosamente cal. 12), con una palla di buona fattura e leggermente sottocalibrata, perché di solito è a strozzatura piena (una stella). Nel drilling possiamo permetterci di caricare una delle due canne lisce anche a “settimarole”, per un ipotetico utilizzo sulla volpe.

Gli Express stanno conoscendo una seconda giovinezza; non c’è ditta costruttrice di armi basculanti, che non ha in catalogo almeno un modello di Express, spesso sovrapposto ma anche giustapposto. Indiscutibilmente sono armi che hanno un fascino romantico e, ultimamente, sparano tutti piuttosto bene. Queste armi, oltre a consentire una velocissima ripetizione del colpo, se dotate di estrattori automatici, consentono anche una veloce ricarica delle due canne, indispensabile quando si ha la fortuna di aver messo in movimento un bel branco di cinghiali. Per lo stesso motivo sconsiglio quegli Express (tra i più costosi), che in fase di apertura-chiusura, inseriscono la sicura automaticamente.

Ed eccoci arrivati all’arma che ritengo d’elezione per la caccia al cinghiale: la carabina a ripetizione semiautomatica. Quando nel lontano 1976 acquistai la Browning Bar in cal. 270 W c’era poco da scegliere sul mercato; solo la Remington con il modello 742 e la Ruger 44 magnum costituivano la concorrenza; giravano anche qualche Winchester mod. 100 e delle rarissime Harrington e Richardson in cal. 308 , ma si contavano sulle dita di una mano. Oggi giorno i costruttori di carabine semiautomatiche da caccia sono tanti; inoltre c’è stato un massiccio ingresso sul mercato di molti modelli ex ordinanza , dal discutibile buon gusto se impiegati a caccia. In maggior parte sono armi molto ben fatte, sparano bene ed hanno un’affidabilità notevole; purtroppo è raro trovarne qualcuna ben bilanciata ,specialmente se a canna lunga. I calibri che c’interessano e vengono camerati nelle moderne carabine semiautomatiche vanno dal 243W. Al 338W.M.

A questo punto mi permetto di esprimere il mio personale giudizio sui calibri che ritengo “veramente” idonei per la caccia al cinghiale. Iniziamo il nostro piccolo studio dalla 243 W.; personalmente l’ho impiegata su tutta la grossa selvaggina italiana con ottimi risultati, usando cartucce originali RWS KS da 96 grani, ho abbattuto anche grossi cinghiali (84 kg!) senza problemi. Negli USA ho letto che la 243W ha dato buona prova anche sull’orso nero con la palla da 100 grani. Chi possiede una carabina in questo calibro, magari una bellissima Winchester mod. 100 lusso, la utilizzi tranquillamente e non si senta in alcun modo menomato. Un’altra famiglia di grandi calibri sono i 6,5 mm. ,per l’impiego che noi ne dobbiamo fare la scelta si limita al 6,5×57 R in armi combinate. Con una palla originale RW KS da 127 grani ,ho visto fare di tutto dal muflone al cervo rosso, senza che mai ci sia stato bisogno di un secondo colpo. Ed arriviamo al grandissimo strausato 270 W, di cui ne abbiamo elogiato sempre le innumerevoli doti balistiche.  Personalmente l’ho impiegato molto sul cinghiale ,apprezzando il suo ridotto rinculo (fondamentale quando si sparano più colpi consecutivi) e l’ottima resa terminale. Con le palle da 150 grani ha sempre una penetrazione eccessiva, quindi è bene usare le 130 grani tipo Balistic tip, Core Lockt, Spire Point etc…non ho potuto provare direttamente le 140 grani, ma sulla carta credo che siano molto valide.

Arrivati ai 7mm. Scarterei subito il 7mm. R.M. in carabina automatica, perché considerando le normali distanze di tiro e la mole media di un cinghiale sarebbe come impiegare una carica cava contro un’utilitaria. Rimangono il 7×57 R. ed il 7x65R. che useremo senza riserve in armi basculanti, utilizzando palle intorno ai 160 grani il 280 Remington (identico al 7×64) ,di recente ribattezzato 7MM Remington express, lo userà chi ancora possiede una vecchia Regmington Woodmaster (se non gli s’inceppa) e stesso discorso vale per il 284 Winc. camerato, nell’omonima carabina mod. 100. Quest’ultimo l’ho visto spesso in azione ,impiegando con profitto la palla da 150 grani, facendomi innamorare non poco del binomio arma-cartuccia. E finalmente passo dopo passo siamo arrivati ai calibri 30.

Tratterò il 308 ed il 30.06 sullo stesso piano dato che, impiegando le stesse palle, hanno un divario velocitario mediamente intorno ai 30 m/sec.  Sono calibri congedanti con un trascorso militare di tutto rispetto; sono stati sparati a miliardi ,dal mitragliatore Bar al Minigun Vulcan, il 308 W con la sua minore lunghezza vanta un’affidabilità ancora maggiore in armi semiautomatiche. Entrambi i calibri vengono caricati con palle di peso variante ,dai 110 ai 220 grani, le 110, come pure le “accelerator” da 55 grani ,non capisco a cosa possano mai servire. Le 220 grani, spinte a poco più di 700 m/sec., possono andare bene per animali come un alce, anche se Jim Zumbo, notissimo cacciatore e grande esperto di armi americano ,ha sempre usato ,per cacciare il cervo canadese (Elk, Wapiti) una carabina in cal. 30.06 con palle da 165 grani !

Tornando al cinghiale europeo (almeno includo anche il carpatico), una palla da 150 grani ad oltre 900 m/sec. ,è cosa buona e giusta in qualsiasi situazione ci  possiamo trovare cacciando l’irsuto. Lo so, teme un tantino, come tutti però, il fogliame la 150 grani data l’elevata velocità, in pratica conviene mettere nella nostra carabina una 150 in canna tipo Tig, Balistic tip, Bronze point etc… e poi nel caricatore seguiranno delle 180 grani robuste, in grado di raggiungere la “saetta nera”, che ha saltato lo stradone ed è già rientrata nel bosco. E’ doveroso completare la ristretta rosa dei calibri adatti (e soprattutto sperimentati) per la caccia al cinghiale, ricordando e raccomandando due calibri per armi basculanti: l’8×57 JRS e il 9,3×74 R.

L’otto millimetri in combinato o express è la scelta migliore in assoluto ,il meglio di sé lo da con munizioni ricaricate con palle da 150-170 grani; non capisco perchè le ditte produttrici di munizioni non producano cariche 8×57 JRS con palla di peso inferiore ai 187 grani. IL 9,3×74 R è un calibro esuberante per il cinghiale; posso appena promuoverlo in qualità di primo calibro per cameratura in Express; spesso chi ha voglia di acquistare un’arma simile se la vede proporre in quel calibro e l’acquista senza pensarci su troppo, io il basculante l’ordinerei in 8×57 J.R.S. Non condivido chi produce e chi acquista un basculante in un calibro Rimmles, quando ci sono ottime alternative Rimmed, evitiamo di complicarci la vita.

Il finale lo voglio dedicare alla magnum mania .Quando i tecnici della F.N. misero in commercio la BAR in cal. 300 e 338 W.M. credevano di rispondere alla richiesta ,da parte di molte cacciatori americani e canadesi professionisti ,di avere una semiautomatica per cacciare i grossi orsi ed alci nell’estremo nord. Non  avrebbero mai immaginato che qualcuno si sarebbe sognato di usare tali armi su animali di peso inferiore al quintale e spesso tirati entro i 10 metri. La legge italiana impone il 5,6×45 come calibro minimo per andare a caccia, ma non proibisce di usare un Express calibro 700 NITRO oppure un Barrett semiautomatico  cal. 12,7 (50 BMG) per la caccia al cinghiale… A buon intenditor poche parole.

aC | Marco Benecchi

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