Parma: addio caccia alla starna, difficoltà sulla pernice rossa

Il Calendario Venatorio appena redatto dalla Regione Emilia Romagna per la stagione 2017-2018 ha introdotto alcune grandi novità tra cui la chiusura della caccia alla starna e la progressiva difficoltà al prelievo della pernice rossa.

Il Calendario Venatorio appena redatto dalla Regione Emilia Romagna per la stagione 2017-2018 ha introdotto alcune grandi novità della cui portata rivoluzionaria forse non ancora tutti i cacciatori hanno preso coscienza.

A questo proposito, il Presidente dell’ATCPR4 Alberto Pazzoni ha indetto un incontro in ATC per sabato 13 maggio rivolto in particolare ai selecontrollori, ma più ampiamente a tutti i cacciatori iscritti all’ambito , con un preciso e lodevole scopo informativo. Si è parlato in particolare delle novità nel prelievo di capriolo e cinghiale nel Distretto di pianura, non più praticabile esclusivamente da altana, e delle importanti direttive regionali riguardanti la gestione ed il prelievo di starna e pernice rossa.

Al tavolo dei relatori, insieme allo stesso Presidente Pazzoni in veste di moderatore, l’esperto balistico  Dr. Fabio Pagani, il Responsabile della Sorveglianza Volontaria di ATC Alberto Curti ed il Tecnico Faunistico Dr. Carmelo Musarò.

Fabio Pagani ha esordito con l’importante e buona notizia della storica apertura del WWF al mondo della caccia, nota da noi già diffusa nei giorni scorsi, sottolineando l’occasione per i cacciatori di dimostrare etica, criteri di sicurezza e collaborazione con il mondo agricolo. Il suo intervento ha riguardato in particolare l’interpretazione della nuova normativa per il prelievo di ungulati in pianura che prevede postazioni di sparo sopraelevate naturali e/o artificiali mobili, a detta di molti cacciatori non sufficientemente chiara e soggetta a penalizzazioni per la non corretta applicazione. In diversi tra i presenti in sala ne hanno contestato l’incompletezza a loro dire, non essendo ad esempio specificata l’altezza minima richiesta per le postazioni. Pagani ha però sottolineato come di fatto fondamentale sia il buon senso del cacciatore, che dovrebbe essere in grado di autoregolamentarsi valutando la sicurezza della sua posizione.

Carmelo Musarò ha invece delineato le novità riguardanti la starna e la pernice rossa, che di fatto si traducono in una chiusura della starna per tutta la provincia di Parma: il calendario prevede infatti che per entrambe le specie il prelievo sia subordinato alla creazione di Distretti di Gestione da parte dei singoli ATC, con un piano da sottoporre per approvazione alla Regione entro il 25 agosto; per la starna, però, la norma prevede in più che i Distretti di Gestione siano collocati ad una distanza non inferiore ai 10 km da SIC ed aree della rete Natura 2000, condizione questa non attuabile in tutto il territorio parmense, che pertanto ne vedrà il divieto di prelievo. La pernice rossa invece si potrà cacciare, ma sempre con la definizione di Distretti di Gestione ( che includono operazioni di tecnica faunistica e miglioramenti ambientali ad essa mirati ) e a condizione che i cacciatori che ne praticano il prelievo siano preventivamente formati tramite corsi specifici organizzati dai propri ATC e che includano nozioni di biologia della specie, gestione e cinofilia. Una vera e propria rivoluzione, insomma, della quale i cacciatori non hanno ancora preso del tutto atto, e che risponde ai sempre più insistenti criteri di formazione ed educazione del cacciatore moderno.

Monica Sergelli

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