Pointer & beccaccini: i motivi del declino

La presenza di Pointer nelle prove a beccaccini è ormai diventata rara, laddove negli anni ’50 erano la maggioranza. Qual è la causa? Novembre 1954, riserva la “Favorita”, prova ENCI a beccaccini organizzata dalla Sezione cacciatori di Mortara. Relazione del Giudice (il turno si svolgeva in marcita): “Cerca coraggiosa, ottimo portamento di testa, con stupenda azione da autentico asso, conclude in perfetto stile su beccaccino avvertito oltre i cento metri con filata perentoria, tenendo sempre nel naso l’emanazione, guidato da essa, senza titubanze, da dominatore; ferma tenuta fino a permettere l’arrivo del cacciatore lontano. Parte isolato.” 1° ECC CAC.

Il Giudice era Giulio Colombo, il cane era Neri della Gaia, Pointer, prop. Francesco Cabrini, allev. Della Gaia, conduttore Vigo. A quella prova erano iscritti 14 cani inglesi di cui ben otto erano Pointer! Sono più di dieci anni che seguo le prove a beccaccini sia in Italia che in Francia e la presenza dei Ponter si è ridotta al lumicino, anche se, di tanto in tanto, si vede qualche soggetto notevole. Cosa è cambiato? Esaminiamo la faccenda prendendo in considerazione le tre variabili in gioco: il selvatico, i terreni, i cani.

Il selvatico: fortunatamente è ancora quello che il buon Dio ci ha regalato. Così come cinquanta anni fa, ci sono giornate in cui i beccaccini sono quasi inavvicinabili ed altre in cui magari un bel sole autunnale li rende più abbordabili. Certo se ne vedono di meno, ma ancora abbastanza per chi ha un bravo cane. Passerei quindi subito alla seconda variabile.

I terreni: qui i cambiamenti sono stati enormi. Scomparse le marcite, cosa che ha rappresentato certamente un grosso danno per i cani Inglesi che vi potevano esplicare la loro cerca ampia e brillante, ma un danno sia per i Pointer che per i Setter (che però sembrerebbe ne abbiano risentito decisamente di meno). Le risaie sono diventate enormi, completamente e perfettamente livellate per l’uso dei laser. Per certi versi direi più galoppabili, se mi passate il termine. Dunque non un problema specifico per il Pointer … anzi.

Ci sono stati altri cambiamenti, ma non ritengo siano decisivi, dunque passerei sicuramente alla terza variabile. I cani: il Pointer. Qui la domanda è perentoria: quanto somigliano i Pointer di oggi a quelli di 50 anni fa? A questo punto, forse, mi dovrei fermare e lasciare la risposta ad eminenti cultori della razza perché il campo è minato! Voglio, però dire ugualmente la mia! Credo che per tutta una serie di motivi che sarebbe davvero troppo lungo citare, la schiera degli utilizzatori del Pointer negli ultimi anni si sia spostata in maniera netta dai cacciatori ai cinofili. Ciò ha comportato un netto spostamento degli allevatori verso la Grande Cerca e verso caratteristiche particolarmente esasperate.

Voglio subito sgombrare il campo dalle facili obiezioni, ammettendo di essere io stesso affascinato da questi cani. Devo però citare due episodi. Tempo fa un eminentissimo dirigente del Pointer Club mi diceva che (salvo rarissime eccezioni) la gran parte dei Pointer da Grande Cerca degli anni cinquanta oggi potrebbe fare solo la caccia pratica. Secondo episodio: negli anni ottanta ero al Mezzano ed il simpaticissimo Bruno Zordan, che giudicava una gara estiva di Grande Cerca, consentì a me allora giovanetto di seguirlo in campo. Era estate e oltre alle starne su cui ovviamente si svolgeva la prova vi erano anche numerosissime quaglie.

Il Sig Zordan, che per chi lo ricorda, aveva avuto grandissimi Pointer (uno per tutti Edo dell’Azor) trovava estremamente negativo che cani sfreccianti a velocità siderali, non solo non fermassero le quaglie, ma nemmeno facessero un minimo accertamento. In definitiva la domanda è: quanto sono idonei  degli sfrenati corridori nella caccia ad un selvatico così leggero e sospettoso quale è il beccaccino?

So benissimo che vi sono degli esponenti validissimi della razza in mano a eminenti cultori della Grande Cerca (vedasi il dott. Verdiani) che sono anche beccaccinisti egregi a caccia. Sono però sicuramente dei cani di cervello che non pensano solo a correre.

Sono sicuro che queste poche  righe susciteranno un vespaio, ma resta il fatto che alle prove a beccaccini i Pointer sono diventati davvero pochi. Aspetto volentieri ulteriori spiegazioni a questo dato inconfutabile: nel 1954 otto su quattordici erano Pointers, e voglio concludere citandoli: Vercellensis Mirka, Birba del Cervetto, Neri della Gaia, Full, Miss, Glory, Dero della Gaia, Xenia della Gaia.

Giuseppe Cocozza

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