Quale caccia migliore per l’arco

Sovente mi sento chiedere “qual è l’arco più adatto alla caccia”? In realtà è meglio invertire i termini della questione e chiedersi “qual è la caccia adatta ad un certo tipo di arco? Come per il fucile, infatti, bisogna scegliere la tipologia più indicata per la forma di caccia prescelta: andreste a quaglie con una carabina? Semplificando raggruppiamo gli archi in due macro-categorie: tradizionali e compound.

Definiamo tradizionali quegli archi che sono una diretta evoluzione dell’idea primigenia. Generalmente costruiti in legno (ma ne esistono anche in materiali tecnologici) presentano la soluzione costruttiva basica, ovvero un’impugnatura (la parte inerte, denominata riser) i flettenti, la corda. Niente di così semplice è al contempo così affascinante.

La logica suggerisce di usare questi archi con tecnica “istintiva”, ovvero senza ausili per la mira. Paragoniamolo al tiro col fucile a canna liscia. Come con il “12” si può tirare a volo al fagiano, di stoccata alla lepre, al cinghiale in battuta. Un tiro quindi dinamico, ma che richiede molto allenamento, notevole abilità, e una certa prestanza fisica, in quanto allungare un arco tradizionale con un libraggio adatto alla caccia, è un’azione che non consente di restare in mira a lungo.

Con un arco tecnologico, un compound, il discorso cambia. La differenza sostanziale oltre alle misure (riser lunghi e flettenti corti, quindi alta velocità) è la geometria dell’arco che prevede due cammes all’estremità dei flettenti le quali, collegate da cavi, consento una diversa distribuzione della forza necessaria alla trazione, arrivando al massimo allungo con un arco che richiede una forza relativamente bassa per restare in trazione; questo consente l’utilizzo di vari accessori per la mira e la stabilizzazione del tiro, così da essere molto precisi: ecco l’equivalente della carabina!

Riassumendo. L’arco tradizionale è più veloce nel brandeggio e nell’utilizzo, consente un’azione più dinamica, mentre il compound richiede un’azione più pacata, basata sulla possibilità di mirare ed essere quindi precisi nel tiro.

Intendiamoci, non che il tradizionale non possa essere preciso, ma qui la differenza la fa l’arciere. Per questo in linea di massima, se si vuole utilizzare il tradizionale per la caccia agli ungulati (certo che si può) l’arciere deve farsi un esame di coscienza e ridurre la distanza di tiro finché si sente ragionevolmente sicuro di piazzare correttamente la freccia.

Come avrete notato non ho parlato di forza dell’arco, perché con entrambi si possono abbattere correttamente tutti i selvatici, ma dal momento che il compound restituisce alla freccia maggiore energia rispetto al tradizionale, bisogna considerare che per ambìre a prede di una certa mole è opportuno che il tradizionale sia un po’ più “strutturato”, e gestire con facilità oltre 60 libbre non è da tutti.

Il fascino di un arco in legno conquista tutti gli amanti della tradizione, mentre chi apprezza la tecnologia sarà catturato dalle forme di un compound. Io dico che sovente è l’arco che sceglie il cacciatore…In ogni caso è opportuno essere coscienti delle proprie capacità e utilizzare un attrezzo che si sa di poter gestire al meglio in funzione di quello che è la nostra attenzione principale: un tiro perfetto per far soffrire il selvatico il meno possibile.

Bisogna sempre tener presente che andare a caccia con l’arco non è una dimostrazione della nostra abilità, ma una scelta di condivisione delle risorse naturali che deve essere fatta nel modo più etico possibile. Porsi come distanza di tiro massima i 15 metri non è strano, è responsabile, e la “botta di adrenalina” che si prova ad allungare l’arco a così breve distanza dal selvatico, ripaga di tutte le uscite a vuoto che capiterà di fare!

aC | Luca Marchi

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Arco

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com