Addestramento: le esperienze con il Setter Gordon

Mi capita sovente di notte di non prender sonno,disteso sul mio letto,lo sguardo fisso al soffitto, e mi sembra di leggere quel libro che pagine non ha, ma indelebili ricordi di una vita trascorsa con loro.Sì, li vedo … sono tutti lì, sono tanti, tantissimi,in gruppo,seduti con quella bocca semiaperta che sembra sorridano, ma in realtà quello è il loro modo di respirare. Certo, sto parlando dei miei allievi! Con la differenza ,ahimè, che un maestro per “umani” può a volte incontrare di nuovo, dopo anni, i suoi allievi, ormai uomini maturi. A me invece capita di rado, anzi quasi mai, essendo appunto un maestro di cani ! No, non posso avere questa fortuna, perché, come scrisse Agnes Turnebull : “ la vita dei cani è troppo breve. In realtà questo è il loro unico difetto.”

In questo momento il mio sguardo fisso nel buio ricorda Buc, un cucciolone di Setter Gordon : mi fu lasciato per iniziarlo alla caccia, come altri cuccioloni della sua stessa età. Ma la sua storia non fu uguale alle altre, il suo padrone non era come gli altri padroni! Buc era, come a volte capita nel mondo degli umani “ un figlio non voluto”. Ricordo quel giorno, quando ricevetti quella telefonata, dove mi dissero di dovermi lasciare un cucciolo di Gordon da iniziare. Fissai l’appuntamento alla Zac dove lavoravo. Quando il cliente arrivò vidi questo giovane cane molto tipico e ben tenuto, subito mi conquistò con quel suo fare molto sfacciato esente da ogni forma di timidezza, e dentro di me pensai : “ questo mi darà filo da torcere!”

Poi il cliente distolse il mio sguardo diretto verso Buc, facendomi subito una premessa alquanto strana : mi spiegò che questo cane gli era stato regalato e, non potendo rifiutare tale regalo, lo dovette per forza tenere, fingendo di esserne contento. Ma contento non era,  perché ,mi spiegò, lui cacciava principalmente beccacce predileggendo Setter Inglesi. E di questo “coso nero”, così lo chiamò, non sapeva cosa farsene. Mi chiese quindi di iniziarlo “alla buona” – questa parola mi fece sorridere! – Poi mi chiese di trovare qualcuno a cui potesse interessare questa razza per lui inutile e mi incaricò di venderlo … Io sorrisi di nuovo, non mi era mai capitata fino ad allora una richiesta così strana .

Dopo un primo periodo di adattamento, iniziai finalmente a lavorarlo: aveva sette mesi di età ed era un soggetto molto tipico, che rispecchiava appieno le caratteristiche di razza, bello, troppo bello, e qui temevo … Ma non vorrei aggiungere nulla a riguardo !Le sue altre doti erano una spiccata intelligenza ( per i padroni tutti i cani sono intelligenti , ma purtroppo non è così, ahimè mi sono capitati cani e padroni poco intelligenti,anche se questi ultimi in netta maggioranza, e il padrone di Buc  apparteneva a questa categoria !).

Buc aveva un carattere dolce,  sincero, e questo lo si capiva perché con il suo sguardo cercava sempre i miei occhi. Era riflessivo nelle sue azioni e possedeva uno spiccato senso della predazione. Capì subito il metodo della cerca e l’ importanza di sfruttare il vento come filo conduttore all’emanazione. Dopo solo pochi incontri capì anche che la selvaggina si doveva fermare! E lui la fermava solida con una bella presa di punto a volte eretto, a volte leggermente flesso sugli arti, ma mai esageratamente come il suo cugino inglese.

Lo iniziai con metodo, e non a “cacchio” come spesso capita, ad accettare il botto del fucile, appunto per non creare poi “ incidenti di percorso “… e il botto cominciava a piacergli eccitandolo fuori misura, bene! Ora avevo capito di avere tra le mani un gran cane da caccia, e questo mi dava grande soddisfazione nel lavorarlo. Dopo circa 20 giorni chiamai il proprietario, dicendogli di venire a vederlo. Quando venne, ancora prima di vederlo al lavoro, mi disse con aria di sufficienza : “ non sei riuscito a darlo via ? “ Io sorrisi di nuovo e feci l’occhiolino a Buc come se fosse un umano.

Il proprietario vide quello che non avrebbe mai creduto di vedere e mi mormorò quasi senza voce: “ Questo cane nero ha stoffa, continua ! “ Per un mese intero  lo portai nei luoghi  che amo di più, nella Maremma Toscana,e lui si  dimostrò capace di reperire, nonostante la sua giovane età, ogni tipo di selvaggina, anche dove le “maruche” gli levavano ciuffi di pelo, bravo Buc !

Non lo vidi più il mio allievo, ma seppi con immenso piacere che divenne un “mestierante” sulle beccacce. Perché lui, il proprietario, si tenne Buc per tutta la sua breve vita di cane!

aC | Bruno Di Pinto

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Ferma & Riporto

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com