Esposto contro Roberto Serafin (Fronte Animalista) e tre anticaccia

L’esposto è stato depositato presso la competente Procura della Repubblica affinchè la magistratura inquirente valuti l’operato dei quattro anticaccia.

Negli scorsi giorni sulla pagina Facebook (pubblica ed aperta alla lettura) di Roberto Serafin noto esponente del gruppo anticaccia Fronte Animalista, sono comparsi una serie di commenti in risposta ad un link, postato sulla propria bacheca probabilmente dallo stesso Serafin, contenenti offese gratuite.

Commenti che esaminati dallo studio legale che cura l’immagine e la tutela della testata, hanno portato alla decisione di interpellare la Procura della Repubblica. Redatto l’esposto con numerosi allegati a testimonianza delle tesi ipotizzate, è stato depositato in queste ore presso la competente Procura.

I rappresentanti dello studio legale si dicono fiduciosi: – quegli anticaccia intolleranti soliti usare termini provocatori e abitualmente diffamatori si appellano, guidati sicuramente da una regia, al fatto che il reato di diffamazione previsto dall’articolo 595 del codice penale, non sia configurabile qualora l’offesa sia indirizzata ad una categoria e non ad una o più persone chiaramente identificate. Ma nel caso trattato dall’esposto gli autori hanno commesso una leggerezza che, secondo il nostro parere, non porterà al solito “non luogo a procedere”.

L’avvocato esperto penalista conclude: – stiamo valutando di depositare un secondo esposto giudiziario a nome del Direttore Marco Buzziolo interessato in prima persona dai fatti. Qualora vi siano i precisi estremi di legge sarà nostra cura perseguire questa strada -.

Gli esposti nei confronti degli anticaccia più intolleranti depositati a partire da giugno 2016 ad oggi sono ben sette: cinque di questi hanno portato a delle indagini che sono ancora in corso, uno si è concluso con un accordo extragiudiziale e l’ultimo presentato contro un noto gestore di una pagina anticaaccia, prima archiviato per un vizio di forma, è stato immediatamente corretto e ridepositato alla cancelleria ed ha scaturito una indagine che è tutt’ora in corso.

Redazione aCaccia.com

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