La verità sul Mojo: come e quando funziona

Molti credono che un germano reale come del resto altre specie vedendo il mojo (germano reale) sono attratte dalla loro somiglianza che vedendolo si getta vicino al suo consimile. Oppure un mojo di alzavola o di canapiglia attrae alzavole o canapiglie. Nulla di più falso, il mojo non lavora sulla somiglianza della specie d’interesse, ma lavora sull’istinto gregario delle specie e sulla loro curiosità.

Provate a mettere un mojo spento in uno specchio d’acqua piccolo o grande che sia, oppure in un campo di stoppie, oppure in un prato umido, etc. ed allontanatevi ad una distanza tale da quasi non vedere più il mojo, praticamente da vedere un piccolo puntino impercettibile. Insieme al mojo lasciate un vostro amico con il cellulare e quando avete raggiunto la distanza come sopra descritto chiamate il vostro amico e ditegli di accendere il mojo.

Ebbene, il risultato sarà sorprendente, voi vedrete come un “luccichio/lampadina” a grande distanza e questo “lucicchio/lampadina” è chiaramente dovuto alle diverse colorazioni delle ali, che girando veloce danno la sensazione di una luce accesa. Ecco, questo “luccichio” a grande distanza coglie l’occhio dell’anatra che a grande o grandissima distanza viene incuriosita ed attratta da questo, al che l’anatra o il branco di anatre piega il suo volo in direzione del mojo e quando il volo entra in contatto visivo con l’intero gioco di stampi e se ci sono anche dei richiami vivi, solo a questo punto vediamo se tutto questo, compreso il saper richiamare/fischiare a bocca del cacciatore, risulta essere veramente efficace ed attirante.

Quindi il mojo nasce solo per stimolare la curiosità degli animali e questo è tanto avvalorato perché intorno ad un mojo arrivano pispole, ballerine bianche, gabbiani, piccioni torraioli, aironi, etc, etc, e solo per la curiosità e non certo per la somiglianza. Poi è chiaro che tutti si sono sbizzarriti nel costruire e produrre mojo delle più disparate specie, anche perché alle corte distanze entra in gioco anche la somiglianza, quindi un germano alla corta distanza sarà attratto da un germano e via via per le altre specie.

Un’altra prova del fatto che tutto nasce dall’istinto gregario degli uccelli e della loro estrema curiosità, questo è assodato dall’efficacia del mojo wing thang, questa paletta verticale girevole a due colori che produce lo stesso effetto “lucicchio/lampadina” e non certo per la somiglianza con qualche uccello. In pratica il mojo wing thang attrae da lontanissimo la curiosità degli uccelli, questi piegano verso il gioco di stampi e dall’insieme di fischi e richiami vivi.

Altra prova che è sempre la curiosità ad agire sull’istinto gregario, è la caccia alle oche canadesi o alle oche delle nevi, gli americani che cacciano questi uccelli in immense pianure di stoppie innevate o meno ed in particolare con decine e decine di stampi, i cacciatori sono sdraiati nelle “bare” mimetiche ed al loro fianco anch’esso sdraiato un bel retriever.

Uno dei problemi più grandi è riuscire ad attrarre l’attenzione degli uccelli al gioco, proprio quando i grossi branchi volano lontanissimi, quindi oltre al mojo, i cacciatori americani usano delle sorte di aquiloni neri e bianchi (per le oche canadesi) e bianchi (per oche delle nevi), questi aquiloni vengono sventolati dallo stesso cacciatore sdraiato nella “bara”, questo sventolio attira come una calamita gli uccelli che a grandi distanze ed a grandi velocità.

Richiamati anche dai fischi a bocca, iniziano tutta una serie di volteggi, accoppate e giravolte utili per frenare la velocità, e molte incuriosite, quasi ad ali ferme a “spirito santo” sopra i mojo, come per capire che cosa è quell’aggeggio statico strano con un paletto nel di dietro e due palette girevoli. Eppure i nostri nonni sicuramente più intelligenti ed attenti di noi giovani, avevano già inventato il mojo, infatti avevano intuito ed osservato il comportamento delle allodole, ed ecco che inventano il macaco, quell’oggetto che in terra veniva in primis girato manualmente ed in seguito motorizzato e poi con l’aggiunta di specchietti, ebbene non si penserà certo che le allodole siano attratte dal quel coso strano?

Proprio il tipo di ambiente, quindi campagna agricola aperta dove è fondamentale attrarre la vista/l’occhio degli uccelli da molto lontano, ecco che quell’oggetto strano in terra che produce luccichio fa avvicinare quel tanto le allodole che poi possano essere richiamate anche a bocca dai cacciatori, il tutto anche stimolando la difesa della specie, comportamento di difesa tipica sempre dei gregari e cioè quella di scacciare qualsiasi predatore. Questo è quello che stimola la civetta, sia viva che impagliata oppure di plastica, oppure il classico “falchetto” di plastica che con il vento oscilla sulla pertica.

aC | Stefano De Vita

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Acquatici

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com