Massa Carrara: i lacci dei bracconieri ostacolano i soccorsi

Massa-Carrara, lacci da bracconaggio ostacolano le attività cinofile di ricerca dei dispersi.

Nei giorni scorsi gli operatori cinofili che si sono trovati a perlustrare i boschi di Zeri, nel cuore della Lunigiana, insieme ai loro cani da soccorso per rintracciare un uomo che si era perso nel fitto della boscaglia, hanno segnalato alle Autorità di polizia locale la presenza di diversi lacci da bracconaggio.

Proprio accanto al luogo in cui l’uomo che risultava disperso è stato soccorso sono state infatti trovate svariate trappole ben camuffate dalla vegetazione, realizzate con cavi in acciaio e piazzate presumibilmente da bracconieri per catturare cinghiali. I lacci metallici hanno messo a rischio i soccorritori, ma soprattutto i cani da ricerca e soccorso, che lavoravano al suolo e che solo per un caso fortuito non vi sono rimasti agganciati.

In uno dei lacci è stata ritrovata la carcassa di una pecora, che probabilmente si trovava lì già da qualche giorno: rimasta intrappolata, si è nutrita con tutta l’erba che circondava la trappola, per poi morire lentamente di inedia.

Un’attività illegale e molto pericolosa per il passaggio di persone ed animali, che in questo periodo frequentano non di rado i boschi, tra caccia e raccolta di funghi e di castagne, e che ora, dopo il rischio corso dagli operatori addetti alla ricerca e salvataggio,  sarà monitorata a stretto giro dai Carabinieri Forestali di zona.

Redazione aCaccia.com

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