Beccaccia: un passo sottotono

Alla data odierna, 25 novembre 2017, tutte le notizie che mi sono arrivate restano in linea con le previsioni dell’équipe franco-russa che, a seguito del cattivo successo riproduttivo per motivi climatici e sulla base sei riscontri sulle beccacce in partenza inanellate, aveva pronosticato una tendenza alla diminuzione degli arrivi in Europa occidentale, soprattutto dei giovani dell’anno. A questo andava sovrapposta la terribile siccità estiva che in qualche modo avrebbe influito in molti Paesi di passo e sverno.

In breve, dopo una certa presenza localizzata in alcune zone dell’arco alpino  anch’esse piuttosto siccitose ma qua e là un po’ più accoglienti nell’ultima decade di ottobre, (ove nella parte piemontese occidentale è stata poi sospesa la caccia in seguito agli incendi) le notizie che mi sono arrivate soprattutto dal centro nord, riferiscono beccacce scarse e molto concentrate nei pochi punti ambientalmente più idonei (es. aree montane beneficiate da ruscelli, abbeveratoi, qualche pioggia, ovvero valloni umidi con ruscelli alimentati da sorgenti perenni), ma – attenzione – proprio sulle creste appenniniche, normalmente prodighe di incontri, ci sono state anche le più sonore disillusioni degli affezionati fruitori. Mi dicono invece di beccacce più numerose del solito lungo il Po (ovvio, nel quadro…)

Cinque o sei contatti con amici cacciatori, che regolarmente superano le 30 beccacce per stagione (anche fuori legge!), mi rendicontano, affranti, di aver prelevato ad oggi da una a tre beccacce in tutto. Qualcuno, un po’ meglio (tra 5 e 10) sugli Appennini centrali. Ma la cosa prevista e preoccupante si è avverata con la presenza, nei pur magri carnieri, di una percentuale di giovani bassissima…! Faccio qualche esempio: su 10 prese, solo un giovane; su 4 prese nessun giovane, su 6 prese nessun giovane, su 15 trovate e una sola presa (!) era un adulto inanellato in Francia nel gennaio 2016. Tuttavia c’è stato chi su tre prese ha rilevato 2 giovani.

Rastrellando ulteriori notizie al 25 novembre dispongo di indicazioni su 54 beccacce abbattute in diverse regioni italiane con una percentuale di giovani del 51,8% a fronte di una media pluriennale del 65-70%.

Tutti casi che statisticamente dicono poco, ma molto suggeriscono!

Prima di tutto un invito a monitorare l’age ratio, man mano che si riescono ad aver in mano beccacce…e in seguito pensare bene se ancora sarà il caso di andare avanti così fino alla chiusura.

Naturalmente su questo quadro sta influendo un clima che favorisce il soffermarsi “indietro” di molti soggetti e non è detto che una stretta di freddo non faccia comparire più soggetti che rimescolino i dati e sbugiardino le previsioni… un po’ com’è successo l’anno scorso in Francia quanto all’age ratio, soprattutto assai diversa nelle catture per inanellamento rispetto a quella delle beccacce nei carnieri.

L’andamento climatico della stagione ci potrà offrire un quadro più realistico e meno tragico, ma vi prego, non sottovalutiamo i segnali negativi…non crogioliamoci in un’abbondanza possibile a seguito di concentrazioni da ondata di gelo (probabilmente, come sempre, ignorate dalle autorità e godute dai colleghi) per dimenticare che la manna dal cielo ristretta su strette fasce costiere sia la fotografia della realtà! Aggiorniamo i commenti a tra un mese!

Silvio Spanò

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