L’effetto della “Legge Remaschi”

I carnieri delle squadre di caccia al cinghiale di questa annata venatoria si prevedono miseri e, a mio parere, ciò è principalmente da imputare alle disposizioni messe in atto dall’attuale Giunta Regionale Toscana. Dal punto di vista della politica e delle associazioni degli agricoltori questo risultato è un gran successo in quanto, da tempo, auspicano un azzeramento della presenza degli ungulati nelle aree classificate non vocate. Paradossalmente è come se per loro esistesse un confine invalicabile sia in andata che in ritorno verso le aree confinanti. Sta di fatto che il nuovo spazio vitale messo a disposizione dagli abbattimenti attira nuovi animali dalle zone vocate che ulteriormente vengono abbattuti.

Il risultato è evidente, i cinghiali stanno finendo, la nuova peste suina è causata dal piombo, non più dal famigerato Flavivirus!!

A scopo di ringraziamento per lo sporco lavoro svolto da noi intraprendenti volontari paganti, l’ATC 5 FI Sud, come penso le altre ATC toscane, ha istituito con delibera n° 1164 del 9/11/2017 una nuova tassa alle squadre che ammonta a cinque euro a iscritto e a dieci euro per giornata di caccia per tutti gli ospiti non iscritti alla squadra o alla ATC, da versare, pena gravi sanzioni, entro fine novembre 2017; a Napoli direbbero “cornuti e mazziati”

In questo particolare e nefasto momento della storia della caccia in Toscana tutti noi seguaci di diana stiamo contribuendo, pur lamentandoci, a far sì che questo disastro ambientale, giunga a termine. In buona sostanza, come siamo arrivati a tanto?

Su richiesta di chi di caccia non ci capisce nulla, stiamo tutti conducendo senza troppi scrupoli piani di prelievo pesantissimi senza limiti di tempo, di classe di sesso e di età. È stata inserita la specie cinghiale nell’ ambito della selezione, termine quest’ultimo assolutamente inappropriato in questo caso, ed è stato abilitato chiunque ne avesse fatto richiesta tramite esami farsa che hanno visto migliaia di cacciatori diventare selecontrollori senza un’opportuna preparazione e valutazione. Mi permetto di affermare ciò in quanto ho partecipato attivamente a queste messe in scena.

Con venticinque euro è possibile acquistare 10 fascette che permettono di abbattere altrettanti cinghiali e una volta finite possono essere acquistate nuovamente. Ho sentito, con mio disappunto, un cacciatore vantarsi di averne abbattuti dallo scorso gennaio 48 e penso non sia l’unico ad avere fatto numeri simili.

Così, migliaia di cacciatori di selezione, cinghialai, cacciatori di stanziale e di migratoria, muniti di carabina, ottica e abilitazione, in mancanza di altro, hanno iniziato nel 2016 a prelevare cinghiali per tutto l’anno, raggiungendo numeri elevatissimi di abbattimenti. Durante i mesi nei quali un tempo notoriamente la caccia era chiusa, oltre a striati, adulti e giovani maschi, tantissime scrofe gravide o in lattazione sono cadute sotto il piombo dei selecontrollori “dè noantri”, ciò ha provocato danni irreparabili al patrimonio faunistico e all’immagine della caccia di selezione, nata per tutelare la fauna e non per distruggerla!

A tutto questo si somma il problema lupo che, oltre a mangiare in grande quantità i cinghiali feriti e non ritrovati, frutto della inesperienza al tiro di precisione dei nuovi selecontrollori, preda anche quelli in salute. Questa abbondanza di cibo e l’aumento delle zone di riparo, causato dall’abbandono delle campagne, permettono al lupo di proliferare in tranquillità decretando, di conseguenza, gravi danni anche agli allevamenti.

Una rivisitazione di una frase di Dante Alighieri, anche lui toscano, trasformata in proverbio enuncia: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso” ed io penso che proverbio più appropriato in questo frangente non possa esistere. Per concludere mi chiedo: anche se è mia opinione che le regole e le leggi vadano rispettate, sarà il caso però che vengano messe in discussione se proposte da palese incompetenza?

Enrico Tucci

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