Alimentare gli uccelli in giardino

Dopo una lunga serie di articoli dedicati alla tecnica faunistica permettetemi una breve parentesi su un tema a me molto caro che ogni cacciatore, che si dice appassionato ed esperto, soprattutto se legato alla caccia alla migratoria, dovrebbe affrontare.

Parlo di quello che in lingua inglese viene definito birdgardening, cioè quell’insieme di misure ed interventi volti a far si che il nostro giardino si popoli di numerosi uccelli.

Questa divagazione nasce dalla volontà di formare una coscienza etica e conservazionistica in chi, come il cacciatore, preleva ogni anno una serie di animali selvatici. Nulla di male, anzi: sappiamo bene che l’equilibrio di un ecosistema passa attraverso un prelievo ragionato.

Ma soffermiamoci un attimo a pensare a quale può essere l’impatto positivo di un intervento come quello che vi vado brevemente ad esporre con la relativa incidenza sul mantenimento di alcune specie come quelle appartenenti alle famiglia delle Prunellidae, dei Fringillidi, dei Muscicapidi, dei Paridi. Avete un giardino, anche piccolo ? Il gioco è fatto ! basterà investire poche decine di euro e qualora lo spazio a disposizione lo consentisse, piantare alcune piante molto gradite agli uccelli che si ciberanno delle bacche e dei frutti. Le piante su cui vale la pena investire sono:

a) Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) posto a dimora produce delle bacche rosse particolarmente appetite da tutta la migratoria. Non dovremo esagerare con il numero di piante impiantate. Andrà mantenuto potato senza fargli superare l’altezza delle piante di Cachi;

b) Spincervino (Rhamnus catartica), conosciuto anche con il nome di “Spino merlo”, “Spino guerzo” o “Spino catartico”, è un arbusto che produce delle bacche blu scure con proprietà depurative, di cui vanno ghiotti sasselli, merli e colombacci. Andrà mantenuto a non più di 2.5mt d’altezza con opportune capitozzature;

c) Rosa canina (Rosa canina) è uno degli arbusti più conosciuti ed apprezzati per tutti i migratori, comunemente reperibile in vivai specializzati in essenze arbustive e forestali può essere impiegata abbondantemente e mantenuta ad una altezza variabile di 150/220cm;

d) Frangola (Rhamnus frangula) è una pianta originaria dell’Europa e dell’Asia che produce delle bacche molto appetite dai merli e dalle cesene. Andrà mantenuta ad una altezza massima di 2.50mt;

e) Fico (Ficus carica L.) è una pianta da frutto originaria dell’Asia e molto conosciuta. Servirà per convincere gli uccelli, dalla tarda estate al primo autunno, a frequentare l’appostamento. Raggiunta l’altezza di sviluppo voluta andrà necessariamente potato (annualmente) e capitozzato. Successivamente alla perdita delle foglie diverrà un ottimo posatoio apprezzato da merli e cesene;

f) Sanguinella (Cornus sanguinea) è una specie botanica della famiglia delle Cornaceae. Deve il suo nome alle foglie rosse dell’autunno e al legno duro dei suoi rami. Altri nomi sono corniello sanguinello. Contribuirà notevolmente a tamponare le zone rimaste ancora vuote, sarà bene non farla sviluppare oltre i 2.5mt d’altezza;

g ) Biancospino (Crataegus monogyna) conosciuta da tutti i cacciatori per essere estremamente gradita a tutti gli uccelli contribuirà a rendere più fitta la zona a tamponamento;

h ) Fusaggine o Evonimo comune (Euonymus europaeus) rappresenta una vera e propria leccornia per tutti gli uccelli, conosciuta anche con il nome volgare di Berretta del Prete rappresenta per tutti i turdidi una tentazione irrinunciabile. Da usare con parsimonia perché è fortemente attirante nei confronti degli Storni, che potrebbero disturbare l’azione di caccia qualora non rappresentassero specie cacciabile;

i ) Diospiro (Diospyros kaki) è un albero da frutto: una angiosperma dicotiledone, appartenente alla famiglia delle Ebenacee e al genere dei Diospyros, conosciuto con il nome volgare di Kaki o albero dei Cachi;

Piantata una o più di queste essenze arbustive non resterà che dotare il giardino di una o più mangiatoie. Io preferisco dotare il giardino di due o tre mangiatoie realizzate con legno grezzo (con corteccia) non trattato, posizionate in zona soleggiata e alzata dal terreno di 150/ 175 cm. Inoltre posiziono una mangiatoia sospesa attraverso un cordino ad un ramo principale di un albero. Le mangiatoie possono essere mantenute attive, almeno durante tutto l’inverno, meglio però se per tutto l’anno, con semi di panico, scagliola, girasole, miglio, niger, sorgo, arachidi, soia. Se poi vorrete fornire agli uccelli del vostro giardino una alimentazione completa potrete integrare la somministrazione di semi con diversi tipi di larve tra cui bigattini, tarme della farina, camole del miele e tebi.

Ben presto rimarrete affascinati dal numero e dalla quantità di specie che riuscirete a richiamare soprattutto se, nei pressi delle mangiatoie, magari sfruttando un sottovaso in plastica, offrirete un comodo abbeveratoio.

Il vostro giardino si popolerà delle specie simbolo dell’inverno tra cui il Cardellino (Carduelis carduelis), il Verdone (Carduelis chloris), il Lucherino (Carduelis spinus), Verzellino (Serinus serinus), il Fringuello (Fringilla coelebs) e la Peppola (Fringilla montifringilla), il Ciuffolotto, il Fanello (Carduelis cannabina) e l’Organetto (Carduelis flammea), Cinceallegre e Cinciarelle, il Frosone (Coccothraustes coccothraustes), il Pettirosso (Erithacus rubecula) e il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula).

Se poi ai semi aggiungerete qualche larva ecco comparire alla mangiatoia, la Passera Scopaiola (Prunella modularis), l’Usignolo (Luscina megarhynchos) e la Capinera (Sylvia antricapilla), il Codirosso Spazzacamino (Phoenicurus ochruros), il Codibugnolo (Aegithalos caudatus), il Merlo (Turdus merula).

Con un pizzico di fortuna in più e qualche momento in più dedicato all’osservazione, soprattutto poi se somministrerete cibo vivo, con una spesa mensile di una quindicina di euro, osserverete varie specie del genere Picoides tra cui soprattutto il Picchio Rosso Maggiore (Picoides major), il Torcicollo (Jynx torquilla), lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes), il Beccofrusone (Bombycilla garrulus), i Luì, il Pigliamosche (Muscicapa striata), l’Averla Piccola (Lanius collurio) e l’Averla Maggiore (Lanius excubitor).

Questi piccoli uccelli, in genere di scarso o nullo interesse venatorio, letteralmente vi conquisteranno con i loro versi e i loro particolari comportamenti. Sarà un modo piacevole per trascorrere qualche momento in osservazione dietro ad una finestra, apprendendo sempre aspetti nuovi del comportamento animale oltreché contribuire alla salvaguardia di specie a rischio visto l’aumento esponenziale degli uccelli opportunisti

O.T. | Tecnico Agrnomo

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