Passione acquatici: strategie di fine stagione

Dalle mie parti, tra i cacciatori di anatre del Veneto orientale, vale un detto che vuole le settimane che precedono il Natale quelle più ricche, dal punto di vista dei carnieri. Poi, sempre secondo il detto, tutto si complica e la caccia alle anatre selvatiche non regala più le stesse emozioni.

Nella tradizione popolare un fondo di verità c’è difatti nelle lagune del Veneto, probabilmente la regione italiana dove la caccia alle anatre è più praticata con una conseguente pressione venatoria altissima, il periodo di fine stagione è sempre quello più difficile da interpretare.

Frequentemente capiterà che le anatre, soprattutto se si tratta di germani reali, alzavole o codoni, giunti in prossimità di un appostamento frequentato, bruscamente impennino e puntino dritte verso l’alto, come se sapessero che di lì a qualche secondo parte la fucilata. Capita anche che le anatre anziché alzarsi bruscamente, fuori dalla portata dei semiautomatici, virino decise tagliando la traiettoria.

Questo comportamento, a mio modesto parere, per quanto posso aver appreso, si denota soprattutto nel caso in cui in prossimità dell’appostamento, sia esso una coveglia o una botte, sia presente una stampata abbondante. Cioè un numero importante di stampi, i richiami in plastica che riproducono le diverse specie di anatra nei più piccoli dettagli.

Ecco che attraverso l’osservazione degli animali in natura, come consigliavano i maestri di questa affascinante pratica come Arrigoni Degli Oddi o Mazzotti, abbiamo compreso che in questo periodo, nelle zone con alta pressione venatoria, le anatre preferiscono trovare riparo addossandosi alle barene emerse, ricche di canneto, di piccoli laghi o anse riparate.

Da tempo preferisco allora dedicare le mie uscite di fine stagione sfruttando le ultime ore di luce anziché la più tradizionale cacciata all’alba. Da evitare, sempre secondo me, le stampate numerose. Sempre attraverso l’osservazione ho sviluppato una mia piccola teoria e per metterla in pratica imbarco con me sei stampi di germano, di cui tre maschi e tre femmine, due stampi di folaga, uno stampo di germano ad ali battenti e due stampi di germano a “mezza anatra”, cioè quella tipologia di stampi prodotti negli USA che simulano un’anatra immersa a mezzo corpo, intenta a cibarsi sul fondo.

In genere filo in acqua, sempre piuttosto accostate alla barena, le sagome di due maschi e una femmina. Le femmine diventano due se la barena si affaccia su di un lago piuttosto aperto. Calo a breve distanza i due stampi a mezza anatra e ad una decina di metri, ben visibile, la folaga. Solo se nel corso della prima ora non vedo alcuna attività, nemmeno a tiro di binocolo, in posizione defilata ad almeno un paio di metri dagli stampi, impianto lo stampo di germano maschio ad ali battenti.

I richiami a fiato, di cui abbiamo già avuto modo di dire, fanno il resto. In questo modo sono riuscito da tempo a racimolare sempre qualcosa, anche quando gli amici e colleghi lamentano una situazione di totale immobilità. Da qualche settimana sto provando un nuovo ‘congegno’ che mi ha fatto davvero divertire… ma ci sarà modo di parlarne!

Igor Miotto

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