A caccia con l’arco nel mondo

La legge-quadro nazionale prevede l’arco quale mezzo per la caccia. L’articolo che lo specifica è in effetti restato lettera morta per parecchi anni, durante i quali gli arcieri-cacciatori sono rimasti privi di una loro identità. I pochi appassionati erano relegati in alcune aziende venatorie che li ospitavano o erano costretti a praticare all’estero. C’è voluto parecchio tempo per consentire alle normative regionali – che come sappiamo possono essere restrittive rispetto alla legge 157 – di configurare un panorama normativo adeguato ad accogliere le istanze degli arcieri cacciatori.

Oggi la situazione è a “macchie di leopardo” in quanto in alcune zone ci sono norme ben definite, in altre zone tali norme non ci sono, in altre ancora c’è spazio per l’ambiguità…

In sostanza la caccia con l’arco è in un periodo di espansione e l’interesse per questa pratica è decisamente in aumento. Ma si tratta di una particolarità italiana o anche in altri paesi europei si pratica la caccia con l’arco?

Facciamo solo una piccola premessa extraeuropea per dare dei numeri e far capire di cosa parliamo, e quindi di quali prospettive possono esserci in Europa. La caccia con l’arco moderna (non parliamo dei 15.000 anni di storia che l’hanno portata fino ad oggi) ha la sua culla negli Stati Uniti, dove gode di una posizione di primo piano e conta su un numero enorme di appassionati. Praticata soprattutto per la grande selvaggina (cervidi) conta su oltre 3,7 milioni di licenze ed è addirittura accaduto che nella scorsa stagione siano stati abbattuti più cervi con l’arco che con la carabina. In diversi stati, la richiesta è tale per cui la legge prevede una pre-apertura dedicata esclusivamente all’arco; solo dopo si può andare anche con la carabina.

Detto questo, vediamo cosa accade in Europa: la situazione è assolutamente disomogenea e per comprenderla ci facciamo aiutare dal sito della associazione EBF (http://www.europeanbowhunting.org)che da anni si prefigge di promuovere la caccia con l’arco in Europa e di portare i singoli paesi ad una omogeneità normativa.

Va detto innanzitutto che praticamente in tutte le nazioni c’è un forte interesse ed esistono associazioni di appassionati, ma le leggi sono difficili da cambiare, soprattutto quando l’interesse è di una minoranza. Ecco quindi che fra le nazioni che ne soffrono di più troviamo Germania e Austria, che contano numerosissimi appassionati, con addirittura una rivista specifica a loro dedicata, ma che non possono praticare nei loro paesi. Più di altri sono quindi dediti al “turismo venatorio”; espatriano spesso nei paesi africani, in molti dei quali la caccia con l’arco è legale per tutte le specie, ma soprattutto in Ungheria, che ormai da molti anni ha inserito questa pratica nelle sue offerte, essendo un paese che ha fatto della caccia una importante voce di entrata economica. In questo caso è interessante notare come un paese di cultura strettamente mitteleuropea, quindi con regole severissime in tema venatorio, non abbia esitato a ritenere la caccia con l’arco una forma “nobile”.

Di conseguenza, in tempi più recenti, anche altri paesi dell’est stanno rendendo legale la caccia con l’arco, come ad esempio Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Estonia, mentre non è legale per esempio in Repubblica Ceca o in Olanda. In altri ci si sta lavorando, come in Croazia, dove al momento è ammessa solo in riserve cintate, o in Romania.

Decisamente vietata nei paesi anglosassoni, è invece legale in Francia, la quale merita un discorso a parte. Questa nazione si è sicuramente mossa meglio delle altre in Europa e già dal 1995 dispone di una propria normativa che consente l’abilitazione degli arcieri per la caccia ad ogni tipo di selvaggina, sia utilizzando archi tradizionali che tecnologici. Grazie a questa chiarezza normativa in Francia sino ad oggi sono stati abilitati oltre 11.000 cacciatori e attualmente risultano attive circa 5.000 licenze specifiche. Esiste una bella rivista dedicata e addirittura una fiera annuale, alla quale recentemente si è abbinato un festival cinematografico che ha proposto prodotti video di assoluto livello.

Se è vero, come è vero, che la caccia in Italia e in Europa attraversa un momento delicato, in quanto dovrà essere capace di reinterpretarsi adeguandosi ai tempi, è altrettanto vero che la sola forma di caccia che vive un momento di sviluppo è la caccia con l’arco, che sta avvicinando nuovi appassionati e che da molti viene vista come una sfida più equilibrata con la selvaggina, quindi più tollerabile per molti componenti della società moderna.

Luca Marchi

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