Épagneul Breton: forza e dolcezza

Quando diciamo Épagneul, ci riferiamo ad una razza di cani da caccia con pelo lungo e ondulato.

Quando pronunciamo il termine inglese “Cob”, ci riferiamo senza ombra di dubbio al brevilineo, piccolo, robusto Breton. Nel passato questa razza veniva usata dai cacciatori bretoni che vivevano in quel promontorio che si erge  verso la Manica dall’Oceano Atlantico, cioè la penisola Bretone, da cui prese il nome questo piccolo cane. La posizione geografica della penisola rendeva questa meta di un copioso passo di beccacce. I cacciatori bretoni usavano quindi questo piccolo cane come cane da scovo, non possedendo questo ancora la dote della ferma.

Solo dopo l’avvenuta conoscenza dei Setter Inglesi, eccellenti fermatori, i cacciatori del luogo decisero di immettere il sangue di questi Inglesi nei loro Breton. Poi, l’accurata selezione da parte di cinofili amanti della razza, portò ad avere nel Breton una ferma ormai radicata e consolidata. Il Breton ora poteva essere considerato un fermatore modello, dalla ferma a volte di scatto, con la posizione del corpo eretta; altre volte, in condizioni particolari di habitat e di vento, si può vedere il suo tronco leggermente proteso in avanti con un arresto più morbido, quasi preparato e meditato.

La sua velocità di piccolo galoppatore rimase invece invariata: questo per la sua costruzione fisica con una quasi assenza del rene (cortissimo) ed un torace ampio, molto cerchiato (a botte), adatto ad immagazzinare ossigeno nei polmoni. Velocità che spesso dà del filo da torcere ai suoi cugini continentali; a volte, lanciato al massimo, sembra non toccare terra! La sua indole invece è quella di essere un cane molto dolce e affettuoso, con quel senso che definirei “ di servilismo” nei confronti del conduttore, tipico di tutti i continentali. Generoso cane da caccia, avido nel cercare il selvatico, amante degli “sporchi”, recuperatore e riportatore spontaneo.

Tutte queste doti rendono questo piccolo cane senz’altro gradito ad un alto numero di cacciatori e non solo, visto che viene usato anche in prove di lavoro in tutta Europa e molto apprezzato anche in America. In Italia, fino al 2016, conta 3325 iscrizioni al libro genealogico, che non sono assolutamente poche!

Il Breton però richiede una fase addestrativa molto “soft” per la sua tendenza, specialmente in alcune correnti di sangue, ad essere leggermente permaloso. Questa sua permalosità si rivela maggiormente usando metodi troppo coercitivi , oppure quando si usano tempi addestrativi troppo ristretti,avendo troppa fretta nel raggiungere con lui determinati risultati. Questo rischierebbe di compromettere le sue eccelse capacità.

E a proposito di capacità compromesse da un dressaggio molto frettoloso, mi torna alla mente un mio allievo, un bianco fegato dal nome Bobo. Bobo possedeva una tale avidità nel cacciare, che non si concedeva mai pause, perché per lui ogni minima pausa significava perder tempo. Questo suo modo di comportarsi lo rendeva negativo al riporto. Ebbene sì! Perché una volta svolto il suo lavoro in maniera impeccabile, nel momento dell’azione conclusa con l’abbattimento, ecco che Bobo si dirigeva individuando a naso il punto di caduta, e, una volta trovato, lo annusava, e via a cercare un nuovo selvatico. Io cercavo in ogni modo di dissuaderlo dal cercare un selvatico vivo se prima non mi avesse riportato quello morto, ma lui niente! Franco, il suo proprietario, mi spinse a stringere i tempi costringendolo a riportare forzatamente a comando, e questo perché era prossima la stagione delle beccacce, e lui voleva a tutti i costi il cane pronto.

Qui commisi l’errore di dargli retta , e scoprii così la permalosità di Bobo. Sbagliai, lo ammetto! Perché, forzandolo a riportare, persi la sua fiducia, con il risultato che lui ebbe un rifiuto totale anche nella cerca. Iniziò a trotterellare a cinquanta metri da me camminando parallelo con la testa bassa, pareva incredibile. Sembrava un bambino che ti tiene il broncio perché sgridato. Franco, il suo padrone, dovette arrendersi all’evidenza dei fatti, concedendomi così il tempo dovuto.

Ed io così riconquistai con il tempo Bobo, che divenne un eccellente riportatore “naturale”. Ecco, il Breton è anche questo!

Bruno Di Pinto

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