Lepre: il lavoro a singolo e in muta

Le doti essenziali per un cane da caccia, a prescindere dalla specialità, sono: psiche, olfatto e doti fisiche. Queste ultime dipendono da un allenamento costante, infatti il segugio deve essere un vero e proprio atleta.

Ci sono grandi singoli che in muta non riescono ad esprimere bene le loro qualità, così come ci sono elementi eccellenti in muta che singolarmente rendono meno. Meglio un buon singolo od una buona coppia, piuttosto che un agglomerato disomogeneo sia dal punto di vista morfologico che del lavoro. Spesso i giudici di lavoro danno poca importanza alla omogeneità morfologica, cosa invece da tenere in particolare considerazione ai fini della selezione.

Personalmente credo che per guadagnarsi il titolo di campione di lavoro un cane dovrebbe acquisire 1 C.A.C. sia in prova a singolo, che in coppia, che in muta.

Il cane a singolo deve essere completo in tutte le fasi, anche perché deve contare esclusivamente sulle sue capacità. Naturalmente deve avere una voce tipica di razza, deve avere una cerca ampia rimanendo contemporaneamente collegato al conduttore, deve attaccare la passata con precisione e serietà senza ritornare sui propri passi, deve avere la giusta iniziativa rimanendo sempre concentrato. La seguita deve essere incalzante e ben vocalizzata,  anche se quella della muta naturalmente offre un’emozione diversa.

Per quanto riguarda la muta, la cosa essenziale deve essere la predisposizione a collaborare, e tutti i componenti devono avere delle voci tipiche della razza di appartenenza; nella cerca della passata i cani devono aprirsi a ventaglio, avvinti alla traccia. Quando l’usta è buona i cani devono farlo intuire, prima con il solo movimento di coda, e successivamente con la voce. L’accostamento deve essere disegnato sul terreno, in caso si falli ogni singolo soggetto deve cercare di risolverlo da solo e nessuno deve dare voce se prima non ha trovato la via d’uscita.

Sia in cerca che in accostamento la voce non deve essere continua, per evitare confusione, nei falli tutti i componenti non devono “scagnare”, e man mano che diminuisce la distanza dal selvatico la voce deve essere sempre più insistente.

Sul fatto che tanti ritengono che il conduttore faccia parte della muta personalmente non sempre sono d’accordo, in quanto ho notato che a volte una cattiva conduzione dei soggetti può portare i cani a fare degli errori anche grossolani, quindi ritengo che il conduttore deve essere “il grande maestro” di un’ottima orchestra.

Giunti nei pressi del covo il cane deve dimostrare che sta per scovare: in questa fase alcuni soggetti cambiano atteggiamento, altri cambiano il tono ed il ritmo di voce: è solo così che avviene il vero scovo della lepre, e non l’occasionale scovo spesso reclamato dal conduttore come un lavoro corretto in sede di prove.

Barbara Vanzelli

 

 

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