Rivedere la legge 157/92

Eccoci giunti alla seconda parte della disamina, affrontata in termini generali, della revisione della legge 157/92. Richiamando quanto esposto nel primo articolo concludo questa breve introduzione generale con due temi a me molto cari: la riforma delle procedure per l’ottenimento del titolo di caccia e gli esami di abilitazione.

Anzitutto è bene precisare che in un paese moderno e civile, la procedura corretta per l’ottenimento del porto di fucile uso caccia dovrebbe essere subordinato all’ottenimento del porto d’armi ad uso sportivo.

Quindi l’aspirante cacciatore dovrebbe fare richiesta per l’ottenimento del porto d’armi ad uso sportivo, sostenendo la visita psico-fisica e l’esame di brandeggio delle armi nel poligono. Solo successivamente all’ottenimento del porto d’armi ad uso sportivo, iscriversi ad una sessione di esami per l’abilitazione venatoria.

Che diciamolo, deve essere uguale in tutta Italia, senza che ogni regione abiliti cacciatori “a modo proprio”. Un testo di studio, unico in tutta Italia, redatto da ISPRA e dalle associazioni dei cacciatori. Una parte dedicata ai possibili quiz, procedura del tutto similare all’ottenimento del titolo di guida per automobili. Così che il cacciatore possa documentarsi e testare la sua preparazione. A discrezione dell’iscritto alla sessione d’esame frequentare o no dei corsi di formazione specifici. Che necessariamente dovranno essere organizzati a carico delle associazioni venatorie, altrimenti le quote che senso hanno ?

Cinquanta domande, con risposta multipla a crocette. Con più di otto risposte sbagliate l’esame andrà ripetuto. Anacronistico e totalmente inutile, quindi da abolire, l’esame pratico di tiro al piattello e con la carabina con bersaglio fisso. A questo punto il cacciatore potrà richiedere l’estensione del porto d’armi ad uso caccia.

Infine le date per gli esami: uguali in tutta Italia, con cadenza quindicinale da ottobre a fine febbraio, garantendo così agli abilitati la possibilità di iscriversi agli ATC.

A mio modesto parere per chi volesse dedicarsi a cacce specialistiche (seguita, selezione, migratoria) andrebbero previsti dei testi di studio con esame finale per:
a) concetti di base della gestione faunistica e ambientale
b) concetti di base di tecnica di produzione animale
c) il trattamento delle carni

Solo dopo aver sostenuto tale esame il neo cacciatore potrà rinunciare alla presenza di un cacciatore già formato al suo fianco per le prime due stagioni di caccia e dedicarsi ad una o più delle dette cacce specialistiche. Obbligo, infine, per tutti i cacciatori, entro i primi tre anni dalla data di ottenimento del titolo di abilitazione alla caccia, la frequentazione di un corso per cacciatore formato.

Gian Luca Nannetti

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