Martina Bonaventura: vita da cinofila

Buongiorno Martina, presentati a chi ancora non ti conosce.

Sono Martina Bonaventura, ho 29 anni, sono un tecnico veterinario ed un addestratore cinofilo Enci. Allevo e addestro cani, e gestisco un allevamento/pensione.

Come è nata la tua passione per la caccia, e che cos’è per te la caccia?

L’amore per la caccia è nato quando ho preso la mia prima segugia dell’Appennino con l’intento di addestrarla per la ricerca del tartufo. La cagna era bella e brava, ed anche molto promettente, tuttavia la sua naturalezza e determinazione nello scovo e i primi abbai a fermo su cinghiale mi hanno appassionata come un colpo di fulmine, facendomi avvicinare alla sua vera vocazione, cioè la caccia.

Nascere donna implica delle difficoltà nell’essere accettata nel mondo dei cacciatori ? Ed in quello dei cinofili?

Non essendo originaria di una famiglia di cacciatori, mi sono fatta strada un po’da sola in questo mondo popolato da molti uomini e molte meno donne, ancor meno canaie. In verità è uno degli ambienti più sinceri e divertenti che io abbia mai frequentato, e fra i cacciatori ho trovato amici fedeli ed ottime conoscenze. Certamente, come ogni settore vasto e vario, vi si può trovare un’umanità diversa e multiforme, ma anche piena di sani principi e legata ai valori importanti della vita. Più chiusa e meno aperta alle novità e all’innovazione è qualche vecchia frangia della cinofilia, ma questa è un’altra storia.

Ti senti più cacciatrice o cinofila?

Sono decisamente più cinofila, se non altro per esperienza e formazione. Nata, cresciuta e vissuta come cinofila, i cani sono una parte davvero importante della mia vita: una passione, un lavoro e uno stimolo continuo a far meglio. Vivo la caccia come un’estensione della mia passione per il lavoro con i cani e dei cani. Più che la preda, mi gratifica sopra ogni cosa il buon lavoro dei miei cani.

Quali forme di caccia pratichi?

Pratico soprattutto la caccia al cinghiale, in braccata e in squadra più contenuta.

Quale sarà secondo te il futuro della caccia in Italia tra pochi anni?

Il futuro della caccia è legato all’andamento della società. In una società sempre più legata all’apparenza ed al buonismo, è logico che sia facilmente additata come barbara ed anacronistica ogni forma di tradizione e consuetudine legata al passato, allo sfruttamento degli animali e/o alle armi, come è per la caccia. Sta a noi difendere con fierezza tutto il patrimonio di ‘buono’ che ci gira intorno, e sta sempre a noi diffondere e rendere comprensibile ai più il nostro mondo fatto di cani, di radici ataviche, di boschi, di albe sulle montagne, di aria tersa del mattino e di passione sana.

Che cosa non funziona a tuo avviso nella caccia italiana?

Certamente sarebbe ora che la politica finisse di cavalcare il momento storico saturo di strumentalizzazioni facili e di squallidi populismi, per difendere il sacrosanto diritto di tutti noi cacciatori di dedicarci ad un interesse sano ed antico come il nostro.

Sei favorevole o contraria all’abolizione dell’articolo 842?

Riguardo all’art 842 sono totalmente contraria alla sua abolizione. Perché le aree demaniali di caccia libera sono poche, e l’abolizione di questo articolo a mio avviso permetterebbe la caccia solo ai più abbienti.

Problema Lupo: che idea ti sei fatta sul tema?

Credo che il lupo sia l’ennesimo problema creato, alimentato, non gestito e lasciato libero di creare danni, nella migliore tradizione di interessi più o meno occulti e cavillosità varie. Nulla in contrario contro la legittima esistenza dei predatori storici delle nostre montagne, ma è il lupo che deve convivere con noi, e non viceversa. Occupando le legittime nicchie ecologiche e subendo il controllo che si confà ad un paese civile che tutela la fauna selvatica senza necessariamente dover mettere in ginocchio interi settori come l’allevamento e la pastorizia.

Caccia al cinghiale: che cosa ti senti di dire?

Più o meno simile il mio pensiero anche in relazione alla caccia al cinghiale. Credo sia sensato che i prelievi, in relazione alle diverse forme di caccia, rispecchino anche l’effettivo andamento delle popolazioni e delle stagioni, e dei danni ad insediamenti umani e coltivazioni.

Un’unica associazione di cacciatori: favorevole o contraria?

Un’unica associazione di cacciatori a mio parere è semplicemente impossibile da realizzare!

Redazione aCaccia.com

 

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Visto Da

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com