Il vizio di addomesticare

Sempre più, ogni giorno, la cronaca ci riporta episodi legati agli animali che, se non proprio surreali, sono quantomeno singolari e del tutto nuovi rispetto a non troppi anni fa; la cosa più sorprendente, poi, è che le testate che li riportano, spesso le più autorevoli ed accreditate a livello nazionale, lo fanno sempre con un certo “sentimentalismo”, manifestando una malcelata tenerezza nei confronti degli animali, anche se quello che occorrerebbe davvero sarebbe invece una buona dose di sano realismo, supportato dalla scienza.

Proprio questa mattina abbiamo voluto raccontare la storia, apparsa su La Stampa, di una maestra elementare in pensione che nel cuneese “adotta”gli animali selvatici foraggiandoli regolarmente davanti alla sua abitazione nel centro di Garessio, un Comune montano di 3000 abitanti a cavallo tra le Alpi e gli Appennini, ed addirittura cucinando espressamente per loro ed acquistando uova a suo avviso “adatte” per dimensioni al consumo da parte delle faine. Così, ecco che ogni giorno ed ogni notte volpi, cinghiali, caprioli, lupi, ricci e via dicendo si accalcano davanti al provvidenziale cancello, in attesa del “pasto di cittadinanza”.

Alla giornalista che riporta la sua storia, dalla quale pare peraltro estasiata, l’ex maestra spiega anche che, così facendo, a suo avviso mette in salvo i pollai dei vicini, perché i selvatici sanno già che possono servirsi al suo “ristorante” aperto tutti i giorni, quindi secondo lei non sentirebbero l’esigenza di cercare altro cibo pronto-consumo. La maestra, cioè, per quanto in buona fede, applica ai suoi ospiti selvatici un metro di giudizio squisitamente umano, e non animale.

Ora, posso capire che il capolavoro di Saint-Exupéry, dove la volpe chiede al Piccolo Principe di addomesticarla, possa affascinare milioni di lettori, soprattutto chi, per una vita intera, ha avuto a che fare coi bambini e con la loro educazione; bisognerebbe però, da adulti, avere il buonsenso di capire che quella è una metafora che serve a raccontare l’amicizia, e che le volpi reali non parlano, così come la rosa del Piccolo Principe, e tutte le altre figure che popolano quel libretto immortale.

Addomesticare gli animali selvatici va contro la loro natura, compromette la loro stessa esistenza e mette a rischio gli equilibri naturali, punto. Il Piemonte, tra l’altro, come ormai molte altre Regioni italiane, se non tutte, vive una vera e propria emergenza in termini di ungulati, con amministrazioni che si arrovellano sui metodi di contenimento tra l’opposizione serrata degli ambientalisti più estremisti, ed i veti incrociati dei protagonisti della discussione politica.

Tra le cause unanimemente riconosciute e stigmatizzate dell’invasione degli animali selvatici nei centri urbani c’è proprio il vizio di alimentarli, sia volontariamente, che di riflesso, con un sistema di raccolta dei rifiuti evidentemente inadeguato; in questa situazione ormai fuori controllo, tanto che le città e la stessa capitale sono diventate degli zoo a cielo aperto, far passare il messaggio che chi “adotta” e nutre animali selvatici sia pressoché un eroe denota a mio avviso una perdita di buonsenso a livello collettivo, la sconfitta della ragione a vantaggio della stucchevolezza.

Anzi, state e stiamo sintonizzati, perché tra poco sarà il momento degli appelli a non toccare i piccoli di capriolo nascosti tra l’erba, che sempre più “genitori adottivi” improvvisati, ed animati dalle migliori intenzioni animaliste, destinano a morte certa: un malcostume che non arriva di certo da chi conosce davvero gli animali come i cacciatori.

Monica Sergelli

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Editoriale

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com