La Madonna deo Sciopo di Cavallino

La “Madonna deo Sciopo di Cavallino”, o Madonna col fucile, è un suggestivo esempio di arte votivo-venatoria che arriva dalla laguna veneta, uno dei tanti simboli del legame profondo che lega i cacciatori e i pescatori al loro territorio, alle sue tradizioni ed ai suoi riti religiosi.

Si tratta di un capitello eretto a punta Sparesera lungo il canale San Felice a Cavallino-Treporti, nel cuore della laguna nord di Venezia: qui, all’interno di una pala in legno, è stata posta la statuetta della Madonna deo Sciopo, l’effigie della Madre di Dio che nella mano tiene un fucile da caccia, a protezione di tutti quei cacciatori, pescatori e semplici appassionati che frequentano la laguna per lavoro o anche solo per un insopprimibile richiamo naturale.

Ma la sua storia ha radici affascinanti e lontane nel tempo: un’altra Madonna col fucile, infatti, che risale all’800, ai tempi dei moti Risorgimentali, si trova nientemeno che nella Basilica di San Marco a Venezia, dove, accanto ad un bassorilievo in marmo del ‘200 raffigurante una Madonna con Bambino, nel 1849 i militi e patrioti della Marina Veneta deposero un fucile come ex- voto per essersi miracolosamente salvati dallo scoppio di una bomba austriaca a Marghera. Sono tanti i turisti che oggi, visitando la Basilica, osservano meravigliati la singolare nicchia, chiedendo poi spiegazioni al parroco della presenza del fucile.

Proprio rifacendosi a questa storia di devozione e di gratitudine, oltre un secolo dopo, un anziano cacciatore di Cavallino, Primo Cimarosto, volle erigere a Punta Sparesera il capitello con la Madonna armata come ringraziamento per essersi salvato dalle mitragliatrici fasciste il 24 ottobre del 1944, proprio sul luogo da cui oggi la Madonna guarda la laguna mentre stringe il suo sciopo e protegge benevola i cacciatori ed i pescatori che come Primo la amano e la frequentano.

Ben presto la Madonna è diventata un simbolo, e da anni, nel mese di maggio, si ripete il rito di una messa benaugurante organizzata dai cacciatori locali, con un corteo di barche ( le caratteristiche batele venete) che sfilano davanti al capitello in segno di devozione. Qualche anno fa un cacciatore e pescatore volle addirittura che le sue ceneri, dopo morto, fossero disperse davanti alla Madonna deo Sciopo, a sancire un legame sacro ed indissolubile con la laguna.

La statuetta votiva è stata bersaglio di attacchi e polemiche animaliste e pacifiste, e lo scorso anno con un blitz gli animalisti di ALF disarmarono la Madonna, imbrattando il capitello con la firma del loro passaggio; tuttavia, questo non ha mai scoraggiato i cacciatori e pescatori locali, che continuano a rendere omaggio alla preziosa protettrice delle loro barene.

Redazione aCaccia.com

 

 

 

 

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