Retrievers da caccia, questi sconosciuti

In queste “puntate”, vi parlerò delle 6 razze che compongono il gruppo dei Retrievers, e del loro utilizzo in ambito venatorio. Si tratta di razze molto duttili, utilizzabili quindi in tanti ambiti e funzioni; ma la loro attività principale è la caccia, e nello specifico la cerca ed il riporto del selvatico in qualsiasi ambiente, quindi compreso anche il riporto in acqua.

“Nous’s Dream Crescent Moon” impegnata in un riporto di valle

 

Prima di parlare del lavoro che il Retriever svolge a caccia, desidero fare una breve descrizione delle caratteristiche principali che differenziano una razza dall’altra, soffermandomi soprattutto sul carattere e stile nel cacciare, piuttosto che descrivere lo standard morfologico.

Partiamo quindi con le razze più popolari, e quindi più conosciute, nel nostro Paese.

Il Labrador Retriever: rustico e perspicace. E’ un cane di eccellente carattere, dolce ed avido di lavorare e di compiacere il proprio conduttore. Nonostante possa sembrare un pò goffo nel suo aspetto, in realtà è un ottimo cane da lavoro, e molto agile. Sempre pronto a darsi da fare, è considerato l’Action Dog per antonomasia: il cane attivo è quel soggetto che cerca di interpretare con l’azione, ciò che ritiene sia la volontà del conduttore, sperando che sia la scelta giusta. Tenterà sempre di eseguire il lavoro, anche se le indicazioni del conduttore non sono chiare. Se c’è incomprensione con il conduttore, assume un’espressione come a voler dire: “so io come fare”, e troverà sempre il modo di risolvere l’azione di caccia, da solo. Non è quindi il tipo di cane che si blocca, anche quando un conduttore inesperto commette una serie di errori; ma è più probabile che interrompa il “contatto” con l’uomo, e si dia da fare per conto proprio.

Il Golden Retriever: affettuoso e riflessivo. E’ il più dolce e sensibile fra tutti i Retrievers: la sua espressione da eterno cucciolo, l’eleganza nel movimento ed il mantello morbido e dorato, lo rendono una delle razze più popolari nel nostro paese. Gentile ed affettuoso con l’uomo, è ideale come cane da lavoro, perché molto agile ed intelligente. Non è delicato come può sembrare in apparenza: è un cane forte e resistente, ed una volta conquistata la sua fiducia, è un impagabile compagno di vita, pronto e desideroso di svolgere il proprio lavoro di cane da caccia.

E’ il Sensitive Dog per eccellenza: il cane sensibile è quel tipo di cane che ama moltissimo lavorare per l’uomo e lo vuol sempre compiacere. Ha un carattere quieto, poco dominante, soprattutto con le persone, e ama il contatto fisico con il conduttore, nella ricerca della sua approvazione. Non sopporta quindi le imposizioni negative e tende a bloccarsi completamente di fronte ad ogni tipo di errata comunicazione.

Ha talmente paura di sbagliare, che se non è certo di ciò che deve fare, perde completamente la fiducia in se stesso e nel conduttore. È quindi molto facile demotivarlo, soprattutto se chi lo conduce non ha esperienza con questa tipologia di carattere e tende a pretendere troppo dal cane, “bruciando” alcune tappe fondamentali nell’addestramento. Sebbene in apparenza possa sembrare il soggetto più “facile” da addestrare, per la sua innata voglia di compiacere, in realtà è proprio l’opposto, perché non consente errori nella fase di apprendimento. Richiede quindi tanta esperienza e sensibilità.

 

“Cay’lox Dila Rubin” mentre riporta un’anatra

 

Il Flat Coated Retriever: elegante ed inesauribile. E’ un cane vivacissimo, spesso descritto come il Peter Pan dei Retriever: ha una grande gioia di vivere, sempre allegro, socievole con le persone e con i propri simili, giocherellone ed estremamente attivo anche in età avanzata. Molto esuberante, manifesta tutta la sua energia ed ottimismo con l’entusiasmante movimento della coda, e con la sua espressione estremamente intelligente. Dotato di una generosa abilità venatoria, è un cane da lavoro eccezionale.

Veloce nell’apprendimento e reattivo a qualsiasi cosa gli accada intorno, matura più lentamente dei “cugini” Labrador e Golden. E’ considerato l’Eye Dog per eccellenza: il cane “occhiuto” è colui che vede tutto ciò che gli accade intorno, e dotato di straordinaria memoria, registra tutto. Si fida molto più dei suoi occhi che del suo naso, e perciò è un ottimo marcatore. Esegue l’azione di caccia con uno stile unico, risolvendo i problemi con originalità.

Fatica però a rimanere concentrato su una sola cosa, distraendosi molto facilmente. Spesso associa un comando ad un movimento del corpo del conduttore, anche se impercettibile, e diventa nervoso quando gli vengono impartite troppe o poco chiare informazioni contemporaneamente. Farà quindi molta fatica a coordinarsi in presenza di troppi comandi e si confonderà. A differenza del cane sensibile, è difficile che si blocchi completamente; è invece più probabile che perda di vista l’obbiettivo, e si metta magari a compiere azioni non richieste ed incomprensibili per il conduttore. Richiede tanta esperienza e capacità nel prevedere le sue mosse.

Alla prossima puntata!

Eleonora Peruzzi

Nota: nella foto di copertina “Cay’lox Golden R-Evolution Sugilite”impegnata nel riporto di una fagiana.

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