Abruzzo, orso ucciso: gli animalisti impugnano l’assoluzione del cacciatore

Abruzzo: assoluzione del cacciatore che uccise l’orso nel 2014, le polemiche non si placano e gli animalisti presentano istanza di impugnazione per la sentenza.

Le Associazioni protezioniste Lav, Salviamo l’orso e WWF Italia hanno presentato una formale e dettagliata istanza di impugnazione per la sentenza del Tribunale di Sulmona dello scorso 10 aprile, con la quale l’uomo che nel settembre 2014 uccise un orso marsicano col suo fucile da caccia è stato assolto.

Le tre Associazioni, che si erano già costituite parte civile nel processo, hanno presentato l’istanza tramite i loro legali al Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila e al Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Sulmona.

Nell’istanza gli animalisti hanno contestato in dettaglio le motivazioni della sentenza che hanno portato all’assoluzione dell’imputato accogliendo la tesi che questi, cadendo per lo spavento davanti all’orso, non lo avrebbe ucciso intenzionalmente, e non potendo dunque essere comprovata la sua responsabilità penale nei fatti che gli venivano contestati.

Ora le Associazioni ribadiscono invece quanto già sostenuto nel corso del processo, e che cioè, secondo loro, era chiara l’intenzione di uccidere l’orso da parte del cacciatore, essendo l’animale stato colpito alle spalle, mentre presumibilmente stava già fuggendo via dopo avere predato alcune galline dal pollaio di proprietà dell’uomo; un pollaio che secondo gli stessi animalisti non era adeguatamente recintato, quindi naturalmente soggetto alle incursioni dei predatori.

“E dichiarazioni di alcuni testi, tra cui parenti diretti dell’imputato – si legge nell’istanza di impugnazione – risultano difficilmente spiegabili e illogiche, così come è illogica e fantasiosa la versione difensiva dello stesso imputato che, ricordiamo, ha ammesso di aver colpito l’animale ma ‘non volontariamente’.”

Lav, Salviamo l’orso e WWF Italia, pertanto, per mezzo dei loro legali sottopongono alla Procura un’altra versione dei fatti, la stessa portata avanti al processo col loro costituirsi parte civile: l’uomo avrebbe ucciso volontariamente l’orso, per mettere fine alle predazioni delle sue galline.

Redazione aCaccia.com

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