Grosseto, animalisti: “Non è il lupo ad attaccare il bestiame”

Grosseto e i lupi, scoppia la polemica contro cacciatori e allevatori: gli animalisti dell’associazione “Gabbie Vuote”negano la responsabilità del lupo negli attacchi agli animali.

L’associazione animalista “Gabbie Vuote” ha lanciato una provocazione contro allevatori e cacciatori con una nota diffusa dal quotidiano Il Giunco: gli animalisti sostengono che non ci sia alcuna prova che ad attaccare il bestiame siano i lupi, mentre è più probabile che si tratti invece di ibridi e cani randagi.

“I lupi sono povere creature in cerca di pace e non ci sono prove che attacchino gli allevamenti – esordisce infatti la nota dell’associazione , che prosegue con aspre critiche rivolte ai cacciatori ed agli allevatori –Animale al vertice della catena alimentare, il lupo può riorganizzare la capacità portante di un ambiente corrotto da decenni di caccia, introduzione di animali alloctoni cinghiali dell’est, minilepri, ibridazioni di fauna selvatica, cinghiale/maiale, lupo/cane, bracconaggio indisturbato, avvelenamento di acqua e terra con il piombo, oltre cento vittime umane ad ogni stagione di caccia, ingresso libero nella “sacralità” della proprietà privata, uccisione legalizzata di milioni di animali innocenti che appartengono a tutti per il divertimento di un miserrimo numero di cacciatori ma, forse nessuno ci pensa, di un potente gruppo di armieri italiani, secondi al mondo dopo gli USA”.

“Da oltre 150 anni nessun attacco agli uomini è stato registrato da parte dei lupi ma lo si accusa di aggredire gli animali lo si accusa, ma non abbiamo certezza di documenti e prove valutate, considerata l’ambiguità in cui si muove la comunità antilupo. Il numero di 1500 attacchi denunciati dagli allevatori nell’ultimo triennio in Toscana sono plausibii, sono verificabili, sono realistici? I lupi in Toscana secondo il Ministro Galletti sono 500, sono molto diffidenti, non si avvicinano all’ambiente umano. Si avvicinano invece i cani randagi, inselvatichiti, vaganti, animali che i comuni non controllano, quelli che vivono vicino all’uomo perchè, conoscendolo, non lo rifuggono. Si uniscono facilmente in bande e si incrociano con i lupi. Un ibrido non si può riconoscere se non con l’esame del DNA. Secondo lo zoologo Luigi Boitani, massimo esperto di lupi sono tanti, soprattutto nelle zone rurali del Centro e del Sud Italia, sia sui monti dell’Appennino, sia lungo la costa.”

“Ma si sa, come dice il proverbio: Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire . Infatti, i signori della caccia e loro adepti, non sentono e non per un’epidemia di sordità ma perchè non vogliono sentire. Occorre buttare fango più volte alla settimana sul lupo affinchè si dia il via alla mattanza. Si inventa di tutto. Lupi vicino alla piscina, lupi in casa degli hobbisti, lupi nelle strade cittadine, lupi in attesa dei turisti, insomma: lupi ovunque sparsi per la Toscana e pronti a detronizzare l’Homo sapiens”.

Redazione aCaccia.com

 

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