Perco & le valli venete

Franco Perco è un nome che nella caccia italiana ha avuto un preciso peso specifico. Ambientalista della primissima ora, condivide la passione per la caccia con il padre (Dino) ed il fratello Fabio, che oggi è all’interno della associazione che gestisce il Parco Naturale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona, in quel di Staranzano, in provincia di Gorizia.

Franco Perco, già direttore del Parco dei Monti Sibillini, è stato con Ettore Zanon, Silvano Toso, Stefano Assirelli, Marco Buzziolo e Sandro Magri tra i più autorevoli promotori del concetto di rinascita venatoria. Una sorta di coscienza etica del cacciatore formato, tradotta poi in una associazione con un pugno di iscritti con la giacca in lana cotta, dal nome rievocativo: Ri.V.A , acronimo di Rinascita Venatoria e Ambientale di cui Presidente è stato a lungo Buzziolo, per poi dover cedere la presidenza proprio a Perco.

Ebbene, lo scorso 14 maggio, a firma di Michela Dell’Amico, su People For Planet esce un articolo dal titolo: – Inchiesta sulla caccia: incontriamo l’ambientalista cacciatore -.
E chi potrà mai essere l’ambientalista cacciatore, se non Franco Perco? Colui che ha cofondato il WWF Trieste e il WWF Friuli Venezia Giulia.

E di che cosa va a parlare? Delle valli venete. Di cui Perco, è risaputo, è un profondo estimatore nonché puntuale conoscitore. Perché, si sa, un certo mondo dell’ambientalismo preferisce sparare a zero su altre categorie, senza evidenziare come stanno realmente le cose.

Difatti, nel passaggio sulle valli venete, Perco si dimentica di evidenziare come l’allevamento del pesce (cefali, spigole, orate) sia una pratica ormai difficile per la concorrenza con gli allevamenti esteri, soprattutto di Grecia e Turchia. Non specifica nemmeno che in molte valli l’allevamento intensivo, cioè quello che prevede il pesce costretto in piccoli specchi d’acqua e alimentato artificialmente, non è possibile.

Si dimentica poi di evidenziare come la reperibilità degli avannotti, soprattutto di anguilla, specie che garantisce ancora ottime rese, è sempre più complessa e costosa. Senza poi considerare il problema cormorani, che sono diventati un flagello per gli itticoltori e che, guarda caso, colpiscono soprattutto quei capitani d’azienda che credono ancora in un prodotto di qualità proveniente da allevamenti estensivi.

Che Perco non dica di ripiegare sull’allevamento delle mazzancolle, ad un convinto ambientalista come lui non è consentito asserire cose di questo genere. Dato che i laghi dove allevare questo crostaceo, dalle rese molto alte, al termine di ogni ciclo produttivo vanno prosciugati e sterilizzati con appositi prodotti non certo ad impatto zero… Sono poi stati fallimentari, per vari motivi, gli allevamenti di rombi, sogliole e vongole.

Perco dovrebbe frequentare per davvero le valli venete, e non basarsi sul sentito dire: vi immaginate i vari Giol, Riello, Marzotto, Facchetti, Martini, Roncato, Stefanel, Vacchi, a capo di gruppi industriali da fatturati di centinaia di milioni di euro l’anno, “perdersi” per cercare chi è disposto ad esborsare poche decine di migliaia di euro per andare a caccia?

Perché Franco Perco non sottolinea invece che, a fronte di pochissimi comportamenti disdicevoli, i proprietari delle valli hanno svolto in questi anni un preziosissimo lavoro di consolidamento delle popolazioni degli anatidi migratori e, in particolar modo i proprietari delle tenute di caccia della laguna sud di Venezia, hanno compiuto un vero e proprio miracolo con le alzavole.

Riqualificare zone umide, dimore di caccia, riuscire a mettere in atto una caccia sempre più mirata, non corrisponde forse proprio a quel principio di caccia specialistica e rinascita ambientale tanto cara a Perco?

O la rinascita che vorrebbe il cofondatore del WWF sarebbe forse solo quella che ci vede tutti impegnati con potenti carabine a sparare a 300 metri ad un cinghiale o ad un capriolo, ben nascosti dentro una cassa di legno su di un albero, vestiti di lana cotta e con la doppietta ed i fischi per le anatre appesi al chiodo in soffitta? Leggete l’articolo e a voi le debite conclusioni!

Enzo Sartori

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Punti di vista

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com