SIV: confermato Panella, contro l’abolizione dell’842

[Comunicato Stampa]  3º Congresso del Sindacato Venatorio Italiano 2.0

Si è Svolto il 3 Congresso Nazionale del Sindacato Venatorio Italiano
riunito a Roma il 15 aprile 2018, il presidente in carica Mauro Panella ha
ringraziato tutti i delegati per il lavoro ed i gli ottimi risultati
ottenuti fino ad oggi.
Il Congresso ha discusso e definito il nuovo modello organizzativo del
Sindacato ed ha affermato che il nuovo sistema associativo che si vuole
perseguire è quello di dar vita ad un nuovo statuto con nuove cariche
sociali ed una maggiore presenza sul territorio.
Il Congresso all’unanimità ha votato a favore del nuovo cambiamento
statutario e della nuova denominazione che sarà ” SVI Unica”
un’Associazione unica in Italia per rappresentare la cultura, ed i valori
dell’attività venatoria e rurale che Il Sindacato Venatorio Italiano si
propone di difendere con maggiore presenza nazionale grazie ai nuovi
delegati e attraverso l’apertura di circoli sul territorio. Ogni
sostenitore avrà la nostra gratitudine e contribuirà a rafforzare la
difesa dei nostri principi nella comunità nazionale. Il contributo
volontario sarà interamente dedicato al potenziamento della difesa ed
immagine dei nostri valori.
Il Congresso ha approvato all’unanimità la conferma del Presidente Mauro
Panella e nominato tre nuovi Vice presidenti che sono Salvatore La Terza
per il Sud, Pier Giorgio Ferri per il centro e Mario Cardoni Per il Nord,
nominato Pier Francesco Pilosu Segretario Nazionale, Tesoriere Mario
Palmieri, il collegio dei probiviri composto da Alberto Messina, Antonino
Fiorentino e Giovanni Esposito infine confermato Marco Navarro all’ufficio
stampa e comunicazione con delega al tesseramento.
Il nuovo gruppo dirigente ha dal Congresso un mandato pieno e convinto a
procedere nei percorsi avviati, costruendo giorno per giorno, sul
territorio, sulle tematiche della gestione della fauna e dell’attività
venatoria nonché delle attività ad esse collegate, per rendere
protagonista lo scopo sociale.
Il futuro della caccia è una caccia migliore, più gratificante, più utile
e più condivisibile dalla società civile, che si conquista con la forza
delle idee, delle esperienze e della gestione e può così attrarre più
sostenitori tra le nuove generazioni e per impedire spinte privatistiche,
salvaguardando l’art.842 c.c..
Costruire le condizioni perché gli agricoltori siano i protagonisti di
sane pratiche ambientali. La caccia del futuro deve trovare sinergie con
l’economia degli agricoltori, favorendo iniziative e progetti di
valorizzazione delle aree marginali, dei territori collinari e montani, a
forte impronta economica, faunistica e ambientale, con i supporti
scientifici, avvalendosi di una rete di competenze costruendo un sistema
che necessariamente dovrà ripensare il ruolo e le competenze dell’ISPRA.
Alla luce della riforma istituzionale che ha sancito il superamento delle
competenze provinciali, si auspica una ridefinizione dei compiti e
funzioni degli ATC e dei CA.
Il congresso ringrazia i sostenitori tutti, quelli iscritti fino ad oggi e
quelli che verranno.

 

Ufficio Stampa Sindacato Venatorio Italiano

 

 

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