Treviso: 12mila corvidi da abbattere, Enpa: “Fare un piano di controllo dei cacciatori”

Treviso: la provincia vara un piano di controllo triennale di gazze e cornacchie, sarcasmo dall’Enpa :“E quando si farà un piano di controllo per i cacciatori?”

La provincia di Treviso ha appena stabilito un  piano di controllo triennale di gazze e cornacchie, con scadenza nel 2020: la misura si è resa necessaria per i danni all’agricoltura e alla fauna selvatica provocati dalle due specie opportuniste, che come è noto, sono presenti con numeri davvero ingenti su tutto il territorio nazionale.

Il piano prevede una  “morte dolce”, cioè mediante cattura tramite gabbie-trappola di tipo Larsen e successiva soppressione eutanasica.  Ad occuparsi dell’intervento, oltre ai cacciatori regolarmente abilitati,  saranno gli agenti di polizia provinciale ittico-venatoria, che possono fare abbattimenti mirati anche nelle zone di ripopolamento, nei pressi di discariche di rifiuti o di “dormitori” nel caso di danni alle colture agricole.

Il piano triennale 2017-2020, trasmesso di recente ai Presidenti di Atc,  prevede l’abbattimento  ogni anno di 2500 gazze e 1500 cornacchie, numeri che dovrebbero ridurre la pressione predatoria dei corvidi nel territorio provinciale trevigiano.

I cacciatori hanno accolto con favore il provvedimento, consapevoli  che  il numero di gazze e cornacchie, non più contenute come un tempo, è cresciuto in maniera impressionante rendendo vani gli sforzi riproduttivi di gran parte della piccola selvaggina , predando i nidi di starne, pernici e fagiani e mettendo in discussione l’equilibrio faunistico.

Ben diversa la reazione dell’Enpa, che per bocca del suo Presidente provinciale  Adriano De Stefano ha risposto con sarcasmo all’iniziativa pianificata: “Un piano di controllo per i corvidi? E quando si farà un piano di controllo per i cacciatori? – ha dichiarato, tra lo sconcerto degli interlocutori – I censimenti si dovrebbero fare in maniera biologicamente e scientificamente corretta. Ma i monitoraggi sulle volpi, sui corvidi, sui lupi o sui caprioli li fanno i cacciatori. Sono funzionali alla loro attività. E’ un po’ come chiedere all’oste se il suo vino è buono. L’articolo 19 della legge sulla caccia prevede abbattimenti solo dopo l’esecuzione di accorgimenti di carattere ecologico ed etologico, vale a dire non violenti. Solo a quel punto si dovrebbe intervenire. Invece qui le cose si fanno a monte. Chi decide che i corvidi sono nocivi? Il concetto di nocivo in natura non esiste. Esiste ciò che decidiamo sia nocivo per alcune nostre attività. Con la caccia ai corvidi, così come alla volpe o al lupo, che sono entrambi elementi indispensabili per l’equilibrio della fauna, non si cerca un equilibrio naturale, ma quello che fa comodo a qualcuno di noi”.

Redazione aCaccia.com

 

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Cronaca

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com