Austria, tularemia delle lepri: due cacciatori contagiati

Salisburgo: due cacciatori contagiati da una lepre morta di tularemia, l’accertamento dagli esami del sangue.

Due casi documentati di umani contagiati da tularemia in Austria, nel distretto salisburghese del  Tennengau: gli esami del sangue hanno accertato il contagio di due cacciatori che pare abbiano contratto la malattia lo scorso marzo, maneggiando una lepre infetta, e che ora sono stati sottoposti ad una cura antibiotica. Nelle ultime settimane, sempre nel salisburghese, sono poi state contate otto lepri infette.

L’eco della notizia si è diffusa velocemente, con l’invito a promuovere una campagna di prevenzione tra i cacciatori: per scongiurare il contagio della tularemia, infatti, un’infezione batterica acuta che colpisce roditori e lagomorfi, ma può trasmettersi anche all’uomo con effetti gravi e persino letali se non debitamente trattata, si raccomanda la massima accortezza nel maneggiare animali trovati morti o malati, indossando sempre guanti ed un abbigliamento coperto che prevenga anche dalle punture di zecche e insetti.

Zecche e zanzare possono infatti trasmettere la tularemia tramite le loro punture, ma la malattia si può contrarre anche con l’ingestione di acqua o alimenti contaminati, e persino per inalazione.

Cacciatori, ma anche escursionisti, soprattutto se accompagnati da cani, dovrebbero sempre conferire le carcasse di animali trovati morti agli Istituti zooprofilattici per i debiti accertamenti. Il cane può infatti facilmente veicolare la malattia all’uomo se entra a contatto con lepri infette.

In Italia, e segnatamente nel Nord del Paese, non si registrano casi documentati di tularemia dal 2015, ma la vicinanza a Paesi come l’Austria, appena interessata dal contagio dei due cacciatori, e la Svizzera, dove da inizio anno si è registrato un aumento dei casi di tularemia soprattutto nel nord ovest, al confine con Francia e Germania, ma anche qualche caso occasionale nell’arco alpino -per un totale di 17 lepri infette accertate fino allo scorso maggio – , invita a prestare la massima attenzione anche in Italia, ed a conferire sempre agli istituti zoo profilattici le carcasse che risultino sospette di contagio.

Redazione aCaccia.com

 

 

 

 

 

 

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