Brescia: anticaccia ricorrono al Tar, stop al piano di controllo del cinghiale

Brescia: il Tar ha accolto il ricorso di Lav (Lega Anti Vivisezione) e Lac ( Lega abolizione caccia) contro il piano di controllo provinciale del cinghiale per il triennio 2018-2021.

Con una nota entusiasta le associazioni animaliste e aniticaccia Lav e Lac hanno annunciato che il Tar di Brescia ha appena accolto il loro ricorso contro il decreto 3695 del 3 marzo scorso,  col quale la Regione Lombardia aveva autorizzato il controllo del cinghiale sul territorio provinciale di Brescia dal 2018 al 2021.

Il Tar ha pertanto istituito una sospensiva per lo stesso piano di controllo.

“La Regione sparatutto è stata costretta a rimettere la doppietta nell’armadio -,  esordisce con sarcasmo la nota diffusa dagli animalisti – fermata dalla logica e anche dal rigore scientifico che trovano evidentemente un posto di rilievo nelle aule giudiziarie, ma non nella mente di politici abituati solo al populismo, sempre pronti a sostenere solo gli interessi di una minoranza armata. È avvenuto con la concessione di una sospensiva a quello che, per la Lac e la Lav, che hanno sostenuto il ricorso, è semplicemente un piano di eradicazione del cinghiale, e insieme una porta di servizio per consentire la presenza dei cacciatori sul territorio tutto l’anno”.

Il Presidente della LAC Graziella Zavalloni ha poi aggiunto: “l’ordinanza pur non ignorando l’esistenza di un problema cinghiali sottolinea, partendo dalle stesse e pietose ammissioni del Pirellone, che non è stato fatto nulla per contenere la specie con metodi ecologici e incruenti, e che la pulizia etnica concepita a Milano non ha capo né coda, non prevedendo minimi e massimi negli abbattimenti e neppure nei danni tollerabili e lasciando spazio a una possibile eliminazione di questa specie anche dove potrebbe continuare a esistere. Non ci stanchiamo di ribadire che la caccia non solo non risolve i problemi, ma addirittura li incrementa, per l’evidente conflitto di interessi dei cacciatori stessi per questo continueremo ad agire per le vie legali e politiche, al fine di bloccare ogni possibile tentativo di introdurre norme provvedimenti strumentali alla lobby dei cacciatori e degli agricoltori, in violazione delle leggi nazionali che non producono alcun risultato, se non quello di alimentare stragi su stragi di animali innocenti”.

Gli animalisti non risparmiano la loro condanna neppure per la delibera regionale appena approvata e che prevede la possibilità, per gli agricoltori muniti di licenza, di cacciare il cinghiale sui loro fondi tutto l’anno: “Nel frattempo il neo assessore fuciliere all’Agricoltura Fabio Rolfi ha partorito un altro mostro faunistico-giuridico, autorizzando gli agricoltori con licenza di caccia a farsi giustizia da soli sparando ai cinghiali sorpresi attorno alle rispettive cascine, e naturalmente Lac e Lav si augurano che proprio la bocciatura del provvedimento precedente in Regione vivano un breve momento di lucidità mentale fermando questa novità”.

Redazione aCaccia.com

 

 

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