Caccia con l’arco: l’importanza della formazione

La formazione è un aspetto cruciale della moderna attività venatoria. Ormai possiamo dire che i praticanti si dividono in due “macro-categorie”:

–          i cacciatori più anziani sono legati ad un passato non più attuale ma difficilmente cancellabile dalle loro abitudini; chi va a caccia da 50 anni avendo iniziato da ragazzino, appartiene ad un mondo nel quale regole e abitudini erano molto diverse da oggi, inutile negarlo;

–          chi invece ha preso la licenza in tempi più recenti ha acquisito conoscenze e sensibilità più vicine alle attuali esigenze di convivenza con il resto della società civile.

Si tratta di un necessario adeguamento ai tempi e al ruolo stesso della caccia, in inevitabile, continua evoluzione. Inutile dire che se come cacciatori vorremo che ci venga riconosciuto un ruolo dignitoso, dovremo sempre più essere consapevoli che la caccia non si limita di certo alla “fucilata” ma comprende un insieme di valutazioni e conoscenze che la rendono non solo sostenibile ma anche utile all’ambiente. Tale realtà si configura insistendo molto su una corretta formazione dei nuovi cacciatori.

Questo stato di fatto è ancora più vero per la caccia con l’arco, che in questo periodo sta “arruolando” nuovi adepti sia fra i cacciatori, sia fra i neofiti. Proprio per questo si sta creando una richiesta di formazione specifica, in quanto questa “nuova” pratica richiede conoscenze su tecnica ed etica che devono essere diffuse correttamente, ma soprattutto è opportuno codificarle secondo standard omogenei sul territorio, così da evitare disallineamenti a livello di regioni, dannosi ma tipici della nostra amministrazione.

Chi meglio di “URCA Gestione fauna e ambiente” può rispondere a tale esigenza? Il ruolo di questa associazione di protezione ambientale nel campo della formazione è riconosciuto, tanto è vero che le richieste da parte di amministrazioni locali sono arrivate, ed hanno già avuto pronta risposta.

Il Gruppo Arcieri URCA si è quindi mosso in tal senso, mettendo a punto un protocollo formativo che è a disposizione delle amministrazioni che ne necessitano.

Attenzione però, non si tratta di un corso proposto da URCA a cacciatori o aspiranti tali, che ne potrebbero usufruire pagando una quota di ammissione; per questo già troppe realtà si propongono, con offerte più o meno interessanti. Il corso di URCA, rispondente alle direttive ISPRA sulla caccia agli ungulati, è disponibile solo su richiesta di amministrazioni che si trovino nella necessità di formare e quindi abilitare i cacciatori di ungulati che vorranno utilizzare arco e frecce. Il programma prevede una parte sulla caccia vera e propria, una parte sulle caratteristiche dell’attrezzatura e sulla sua messa a punto per l’uso venatorio, e una parte sull’etica prima, durante e dopo la caccia. Non manca anche la parte riguardante l’esame pratico con relativa prova di tiro, sempre richiesto dalle autorità locali.

Al momento 3 istruttori URCA sono stati nominati, scelti fra i soci con i requisiti idonei a giustificare il ruolo: Emilio Petricci, Paolo Pasquini e Luca Marchi sono titolari di licenza di caccia da molti anni, hanno conseguito le abilitazioni per la caccia di selezione e sono istruttori di tiro con l’arco appartenenti alla federazione nazionale che pratica il tiro di “simulazione venatoria”.

Già diversi corsi si sono tenuti per conto delle province toscane, ma anche Vicenza ha usufruito del servizio, con corsi frequentati da decine di cacciatori che hanno abilitato, in presenza della Commissione della Provincia e della Polizia Provinciale un buon numero di nuovi cacciatori con l’arco.

Non è mancata una richiesta particolare dalla Provincia di Grosseto, dove uno specifico corso ha abilitato non i cacciatori bensì gli operatori faunistici che potranno utilizzare l’arco per il contenimento della specie cinghiale nelle aree periurbane.

Anche in questo caso URCA Gestione fauna e ambiente si dimostra all’altezza della situazione e al passo con i tempi, lavorando tramite il Gruppo Arcieri, nell’interesse della caccia, dei cacciatori e soprattutto dell’ambiente.

Luca Marchi

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