Cani rubati, cani spariti

Può un cane sparire nel nulla? Una domanda che mi pongo spesso. Cosa c’è dietro ai furti su commissione dei cani? Non accade quasi mai che vengano rubati cuccioli o “brocchi”, ciò che “sparisce” dal serraglio sono sempre soggetti “buoni”. Non c’è distinzione di sesso: il cane è forte, rifiuti qualche monta oppure una cucciolata, non sei interessato a cedere il soggetto e questo, quasi per magia, entra in un girone particolare, quello dei cani a rischio furto.

Ma rubare un cane dal suo serraglio è davvero così facile? Non credo. Chi agisce per conto terzi è specializzato nel farlo, non può essere neanche un singolo individuo, ma più facilmente una vera e propria banda criminale! Parto dal presupposto che ci sia sempre un “basista” locale, uno che ha interesse, oppure che sia interessato: difficilmente chi dà informazioni in loco lo fa in buona fede.

Queste persone agiscono ai margini del nostro mondo: io li definisco gli insospettabili, coloro con cui magari parli, ti confronti, lodi il cane, ascolti i complimenti che il medesimo riceve. Involontariamente dando inizio al progetto criminale. Queste persone hanno già il cliente a cui rivendere il cane? Credo che alle volte, se non è proprio su commissione, si muovono comunque per avere in futuro la “scuderia” pronta. Ovviamente, se il fenomeno esiste – ed esiste! – c’è chi questo mercato lo alimenta acquistando soggetti di dubbia provenienza. La rete è fitta, ecco perché a tutti gli effetti si tratta di una banda criminale.

Ci vogliono microchip nuovi, c’è da costruire una storia al soggetto e, qualsiasi sia il modus, questo ha più persone coinvolte. Pensavo ad un amico che comincia a fare i primi passi “seri” dentro a questo mondo, ai contatti che ha costruito, alle relazioni allacciate, ai soggetti che possiede, alle realtà che gli permettono di presentarsi e di vincere nel circuito gara.

Quali sono i danni che gli può creare un furto in canile? Il danno morale : comunque sia, sono riusciti a violare un luogo, casa, al cui interno ti senti sicuro. Economico, perché di ciò che quel soggetto poteva darti, non raccoglierai nulla; in più è persa tutta la genetica che quell’animale, tramite la sua corrente di sangue ed il suo albero genealogico, poteva dare. Emotivo: un uomo è tale per tanti motivi, e quando decidi di legare la tua vita a degli animali impari a conoscere e a capire ogni singolo soggetto, ne conosci pregi e difetti, carattere e margini di miglioramento, senza contare poi il legame che si instaura fra uomo e cane. Le domande che tutto ciò ti porta a farti: starà bene, sarà vivo, sarà morto? La stanno demolendo a furia di parti? Già in mano ad altri, che ne abbiano già cancellato la storia precedente? È ancora in Italia, oppure è già fuori dai patri confini? Lo rivedrò mai?

Tutte domande alle quali risulta difficile dare risposta certa, perché qui si entra nel caso delle ipotesi, dei sospiri, delle speranze inutili e non. Ma realmente un buon cane da caccia può sparire? Le condizioni ci sono tutte, ma le abbiamo costruite noi, molte magari anche in maniera involontaria, ma lo abbiamo fatto. C’è sempre una base di omertà: il circuito, seppur grande, non è immenso.

Sparisce un buon cane a Crotone, ne arriva uno a Ferrara. Detta così cosa c’è di strano? Assolutamente nulla, ma se quel cane che arriva, arriva in un determinato posto ad una determinata persona, si può già cominciare a farsi delle domande. Non è un cucciolo, ha le stesse fattezze di quello la cui foto gira sui social. Magari una foto facciamola. Magari non serve a nulla, forse alimentiamo false speranze, ma sempre meglio di niente.

Oggi la rete ti permette, con un solo click, di essere a Istanbul oppure a Madrid, collega lo stivale molto meglio di un freccia rossa, ed una foto, una condivisione possono fare miracoli. Quello che a noi può sembrare stupido, può permettere ad un “collega” di ritrovare il suo cane, può permettere di sgominare queste bande criminali. Ogni volta che sparisce un cane, siamo tutti quel proprietario che ha subito il furto. Condividere, darsi una mano, può fare la differenza e, anche se non sembra, su questa terra sono molti di più gli onesti che i disonesti.

Se questi onesti fanno rete, fanno massa, sarà sempre più difficile far sparire cani, allungare le mani nei serragli di un altro uomo. Ciò che alimenta il fenomeno è il nostro silenzio, non serve essere eroi per provare a cambiare le cose, basta solo cominciare a parlarne. Certi fenomeni stanno ai margini, questi margini conferiscono loro l’anonimato per agire. Parliamone, buttiamoli al centro, portiamogli via il loro anonimato, diamogli fattezze, diamogli dei volti. Un cane sparisce quando siamo solo in pochi, se non addirittura in pochissimi, a cercarlo.

Stefano Malacalza

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