Che Dio ce la mandi buona

La settimana scorsa la cronaca venatoria è stata monopolizzata da una notizia che ha lasciato di stucco un po’ tutti i cacciatori: Fulvio Mamone Capria, Presidente nazionale LIPU e storicamente esponente di posizioni anticaccia piuttosto nette, è stato nominato Capo della Segreteria del neo Ministro dell’Ambiente, il grillino Generale Sergio Costa.

Una nomina alquanto clamorosa se si pensa che, benché la delega alla caccia faccia ancora capo al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di fatto è materia sulla quale il Ministero dell’Ambiente ha comunque un ampio margine di esprimersi, seppure solo a livello informale. Che dire, è una notizia che per il mondo venatorio, se non proprio cattiva, sicuramente non è delle migliori, se non altro perché Mamone Capria, pur essendo sicuramente esperto e preparato nelle tematiche ambientaliste, non è certo espressione delle posizioni super partes che quel posto democraticamente richiederebbe,  essendo fortemente sbilanciato su convinzioni animaliste.

Tra i tanti compromessi ed accordi che la “strana” ed inedita alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle si è trovata a dover raggiungere per mettere in piedi un governo, proprio la caccia – verrebbe da dire – si trova a farne le spese e a pagarne lo scotto maggiore. Se infatti molti cacciatori avevano votato in massa la Lega anche perché la ritenevano l’unico partito apertamente schierato a favore e a protezione della caccia, oggi si ritrovano con una situazione che non può far stare del tutto tranquilli, anche se vero è che l’alleanza di governo dovrebbe prevedere un bilanciamento delle parti ed una sostanziale impossibilità di attuare scelte ideologiche contrarie al credo della controparte alleata, ma ora è tutto da vedere.

Certo anche che il compito della Segreteria del Ministero non è di fatto quello di dettarne e guidarne l’indirizzo operativo, ma va da sé che chi sta lì dentro – e vi è stato messo in forza di una sostanziale fiducia – non si esimerà sicuramente dal dispensare “consigli” e valutazioni.

Molti cacciatori, commentando a caldo la notizia nei giorni scorsi, non hanno mancato di sottolineare la loro frustrazione per le speranze disattese: in tanti si sono detti infatti“delusi”, traditi nel voto e nella fiducia riposta in Salvini e timorosi di essere stati vittime di un “gioco di scambio” tra i nuovi poteri saliti al governo.

Affermazioni forti, e al momento anche premature, visto che sarà il tempo a dirci quanto peso politico effettivo avranno le convinzioni animaliste nelle scelte del Ministero dell’Ambiente, e quanto invece queste potranno essere ridimensionate dagli alleati di governo leghisti; certo, se si pensa alla cronaca recente ed alla nuova Legge regionale piemontese in via di approvazione, nella quale proprio i consiglieri 5 Stelle hanno messo bocca pesantemente chiedendo la chiusura della caccia nelle domeniche di settembre, le prospettive non sono di certo delle più rosee.

D’altronde, il Movimento 5 Stelle non ha mai nascosto le sue convinzioni sostanzialmente orientate su posizioni anticaccia, fatta eccezione forse solo per qualcuno dei suoi esponenti, e la valanga di voti che è riuscito ad incassare nell’ultima tornata elettorale nazionale lo mette senz’altro nella condizione di “dire la sua”senza potere ragionevolmente essere contestato più di tanto.

Proprio in queste ore è in corso lo spoglio dei risultati delle elezioni amministrative, che sembra vedano un generale ribasso dei consensi tributati al Movimento 5 Stelle, ma per quanto riguarda la situazione nazionale, ed in alcuni casi anche quella regionale, i giochi sono ormai fatti e bisogna tenersi quello che abbiamo.

A questo punto c’è da sperare che il Ministro dell’Ambiente, che mi pare comunque una persona preparata e ragionevole, non si lasci condizionare dalle emozioni ma sappia valutare quali sono le scelte migliori a livello di gestione faunistica ed ambientale, senza dare ascolto alle sirene animaliste la cui unica preoccupazione, finora, è stata di limitare e vincolare tout court, senza un vero retroterra tecnico volto espressamente al bene della fauna e del territorio.

Per noi cacciatori, quindi, è proprio il caso di aspettare e sperare “che Dio ce la mandi buona”.

 

Monica Sergelli

 

 

 

 

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Editoriale

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com