Umbria: il Tar sospende la revoca della licenza a cacciatore riabilitato

Umbria: il Tar sospende la revoca della licenza per un cacciatore di Terni che aveva avuto precedenti penali.

Soddisfazione per un cacciatore di Terni che si era appellato al Tar dell’Umbria dopo che la Questura gli aveva negato il rinnovo della licenza in seguito ad una condanna subita molti anni prima, ma dalla quale era già stato riabilitato.

Il Tar dell’Umbria, allineandosi ad un’analoga sentenza emessa dal Tar della Toscana nei confronti di due cacciatori ai quali la questura di Grosseto aveva negato il rinnovo della licenza per dei precedenti penali pregressi, ha disposto che sulla questione si pronunci la Corte Costituzionale, riconoscendo la possibilità di riabilitarsi per chi abbia subito condanne.

“Il Tar dell’Umbria  presso il quale il cacciatore aveva presentato ricorso – ha dichiarato l’avvocato che assiste il cacciatore ternano – ha emesso un provvedimento con cui , sulla base della decisione del Tar di Firenze , si ritiene che questa norma sia incostituzionale. Quindi ha sospeso il processo amministrativo in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale. Se ci fosse una sentenza favorevole della Corte, come noi auspichiamo, ciò significherebbe che tutti hanno diritto  a una rivalutazione della loro posizione, anche chi ha commesso un reato, magari 30 anni fa. Si aprirebbe uno spiraglio per i cacciatori e i detentori di armi in Umbria, che hanno avuto precedenti datati nel tempo e che sono stati riabilitati.”

“Quello che noi chiediamo non è tanto il rilascio o il rinnovo automatico del porto d’armi o della licenza di caccia quanto il diritto  di avere una istruttoria volta a stabilire se oggi il soggetto in questione  è ancora pericoloso per un reato commesso tanti anni fa. Il diritto alla rivalutazione, dal giorno dopo la riabilitazione,  è un diritto sacrosanto della nostra Costituzione.”

Sembrerebbe dunque che ci sia una svolta da parte del Tar rispetto al passato, quando ricorsi di questo tipo venivano di norma respinti, mentre ora già due casi sono stati rimessi alla decisione della Consulta circa la costituzionalità dei provvedimenti delle questure.

Redazione aCaccia.com 

 

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